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Genova-palermo - un pezzo di vita, tutto cominciò da quella traversata.
Data: 09/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ilmassaggiatore1
... dal baciarla, perchè sarebbe andata a finire che avremmo scopato li per terra sulla moquette dei corridoi, ma non resistetti dal palparle il culo per tutto il tragitto. Appena entrati, la spinsi contro la porta tenendola inchiodata col cazzo che le premeva sul pube, le piantai la lingua in gola, che prontamente fù quasi risucchiata, mentre, sbottonata del tutto la camicetta, finalmente potevo massaggiarle quel seno morbido carezzando quei capezzoloni favolosi, mentre le nostre lingue si annodavano in un vortice. Slacciai la gonna e gliela feci scivolare ai piedi, con un piede la calciò via, mi inginocchiai e lei poggiandomi una gamba sulla spalla, spinse in fuori il pube offrendomelo, spostai gli slip e cominciai a baciarla a fior di labbra, scorrendo con le dita tra la peluria, le scorrevo la lingua tra le labbra scurissime come i capezzoli, dal buco sino al clitoride turgido e lo succhiavo. Era bollente, le infilai due dita ed andai a cercarle il punto G, lo trovai bello gonfio e rugoso, le mordicchiai il clitoride un paio di volte e venne gemendo e mordendosi le labbra, mi piantò le unghie sulle spalle, estrassi le dita e cominciai a spingergliele su per il culo mentre mi riempivo la bocca del suo frutto del godimento. Picchiettarono alla porta “Vale, tesoro, sono io mi fai entrare?”, “Levati dalle palle Arturo, non ho finito, vai a fare un altro giro, non ho ancora cominciato”. Sempre con le due dita piantate nel culo, mi slacciò i pantaloni ...
... lasciandoli scivolare, si piegò e soppesandomi le palle, si imboccò la minchia, che in quel momento era dura come il titanio. Cominciai a sditalinarle il culo e si dimenava sbavandomi tutto il cazzo, Stavo impazzendo per scoparla, la feci sedere sul letto, con i piedi per terra, poi le sollevai le gambe e la stesi con la schiena sul letto, cominciai a strusciarle la cappella tra le labbra fradicie le schiaffeggiavo il clitoride e ritornavo tra le labbra sino a che puntai il buco, entrai con la cappella e mi fermai a guardarla nella sua espressione beata con gli occhi socchiusi. Cominciai ad entrare lentamente, la sentivo stretta, ma continuai a spingere inesorabilmente in quella figa calda e fradicia, tenendole le gambe per aria dalle caviglie, arrivai a sentire l'utero, aprì gli occhi, “Ti sento nella pancia, tutto dentro, è bellissimo, sono tutta aperta come non m-a-a-a-a-iiiii” a quel punto sentii un ondata di calore che mi avvolgeva tutto il cazzo e le sue contrazioni che me lo mungevano. “No, non sono tutto dentro” e le diedi altre due botte sino a farle sbattere le palle sul cullo. “Siiiii dai scopami, scopami così, così...”. Cominciai a pomparla lentamente per tutta la lunghezza della minchia, la sentivo sempre più fradicia, anche se stretta, le scivolavo dentro con facilità. “Mammamiaaa, ti sento la cappella che mi accarezza tutta dentro, pulsa e mi riempie, attento non venirmi dentro, sono ancora feconda, vienimi fuori”, stavo pensando di venirle in bocca, quando ...