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Al centro massaggi orientali: la cliente femmina
Data: 12/05/2020, Categorie: Etero Autore: DarioBG
… Da circa tre anni frequento una sera al mese un centro massaggi orientali in un paese della bassa bergamasca, lì c’è sempre a ricevermi Lin, una cinese grassottella over quaranta che mi conosce bene e soprattutto sa cosa voglio. A me piace farmi masturbare con molta energia, quasi al limite del dolore e senza smettere nanche quando sono venuto. Per questo di massaggi veri e propri non ne faccio, Lin inizia fin da subito e finisce il lavoro dopo trenta minuti esatti, una mungitrice instancabile e un cronografo svizzero. Una sera di inizio settembre ho suonato il campanello e Lin ha tardato più del solito ad aprirmi: dopo circa un minuto mi apre e subito mi fa segno col dito in verticale sulla bocca di far silenzio. “Magari c’è il suo capo, magari non vuole che io dica ad alta voce come masturbarmi…”! “Aspettale plego!” Mi fa accomodare nel primo cubicolo, mi spoglio e intanto sento che va nell’altro: ci sarà un cliente e starà finendo… Sono nudo sul lettino a pancia in giù e una voce femminile dice: “sei brava, la prossima volta vengo qua ancora” – “Glazie” risponde Lin. Donna, è una donna che c’è di là! Allora tendo l’orecchio e inizio ad ascoltare tentando di muovermi il meno possibile sulla carta da massaggio che ricopre il materasso in modo da non perdermi nemmeno un respiro. Squilla il telefono, è della ragazza: “Vedi, è il mio compagno che mi chiama, lo sai cosa vuole? Vuole picchiarmi, sì, lo vedi questo segno? Me l’ha fatto lui, ieri era gonfio gonfio, lui mi ...
... picchia! Ma io non rispondo, io invece di prendere le botte sono qui a farmi un massaggio…” Sembrava addirittura infantile! La voce non ha accenti ma ha cadenza delle mie parti, è della bassa anche lei, è chiaro. “Gilale plego” Lin ascoltava e sentivo che faceva scorrere le sue mani sul corpo. Poi: “Lui cattivo, tu andale via” – “Ci sto provando, prima o poi ci riuscirò ma è difficile” E di colpo: “Tempo finito, tlenta minuti” E impensabilmente subito dopo: “Puoi massaggiare qua? Sai, per rilassarmi.” “Qua? Io plima no capito, plossima volta, tempo finito, altlo cliente, plossima volta io massaggiale bene qua, capito? Plossima volta bene qua.” Suonò il campanello, Lin chiese di aspettare un attimo e si diresse alla porta: liquidò uno che chiedeva informazioni dicendogli di tornare dopo mezz’ora. Io presi la palla al balzo, mentre Lin si dirigeva alla porta della ragazza uscii nel corridoio nudo, col cazzo a penzoloni e le dissi: ”Chiedi alla ragazza se vuole essere leccata da un cliente, dille che sono giovane, bello e bravo e che può coprirsi il viso con una salvietta, noi non ci riconosceremo: il mio tempo lo conteggerai di là.” Lin entrò dalla ragazza e io per quanto tentai di ascoltare non riuscii a sentire nulla… Due minuti dopo Lin bussò alla mia porta, mi fece segno di seguirla. Presi d’istinto il mio borsello, si sa ma che qualche cinesino sbuchi fuori a clonarmi le carte di credito…. Entrai nudo nell’altro cubicolo: azz, un tanfo di sudore, di cipolla ancor prima di vedere ...