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Viaggio in bici (parte prima)
Data: 15/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marco__1990
Diario di un viaggio in bicicletta. Questo è il mio primo racconto, perdonate gli errori narrativi, e’ la prima volta che mi accingo a un compito simile. Tutto vero, dalla prima all’ultima riga, come se questo potesse dare un qualsiasi valore in piu’ a ciò che state per leggere. Quindi vi prego, perdonate il ritmo lento di questa introduzione, ma è necessaria: le cose non sono mai semplici. E già che ci siete, perdonate pure alcuni accenti che mi saranno scappati: vi scrivo da un computer americano. È estate, la scorsa estate per esser precisi. Mi sono appena diplomato in Inghilterra, un master in un’università accanto a Londra. Mi avevano fatto il cuore a pezzi all’inizio dell’anno accademico qui in Italia, e col passare del tempo mi ero trovato un ragazzetto poco piu’ giovane di me, per stare in compagnia. Avrei voluto amarlo di più, ma se si potesse comandare al cuore, si starebbe troppo bene. La storia non lo riguarda, se non indirettamente. Un sacco di tempo libero, un po’ di afa: decido di scappare in Scozia e di fare un viaggio in bicicletta. Non sono un esperto ciclista, ma i lunghi mesi freddi e bui passati, ogni mattina, a remare con altre 7 persone ed a allenarmi per le gare di canottaggio mi avevano temprato lo spirito, e chiaramente illuso di poter affrontare serenamente un viaggio del genere. Me lo sconsigliano tutti: “guarda che io in Scozia ci ho vissuto per anni, l’unica differenza tra l’estate e l’inverno e’ che la pioggia d’estate è leggermente ...
... più calda”. E così via. Se avessi dovuto dar ascolto a tutti quelli mi hanno sconsigliato di partire non ci sarei mai andato, e invece i loro commenti mi intestardiscono. Il mio biondino prova a venire con me, ma io non ce lo voglio. Glielo faccio capire un po’ con le dure, faccio lo stronzo, come al solito. Tanto lui rimane attaccato all’amo. Organizzo i preparativi: amici mi prestano il materiale (sacco a pelo, bici, camera fotografica) mentre altre cose mi tocca comprarmele (tenda, elmetto, vestiti). L’eccitazione cresce a mille. Da solo per 10 giorni, con la mia bici. 600 chilometri da percorrere, ma percorso flessibile: il mio itinerario è solo indicativo, non so quanto sono capace di fare al giorno. Il giorno prima della partenza recupero la bici. Mi accorgo subito che non va bene, le ruote sono troppo spesse, ed è pesante da morire. Ma oramai mi tocca pedalare, come si dice. La grande partenza. Da lì in poi, è tutta una discesa: all’inferno. La Scozia è un territorio ostile. Arrivo a Glasgow in treno. Quella notte dormo in ostello, perche’ non mi riesce di trovare un campeggio, e il giorno dopo: giornata di sole magnifica, dopo un’ora sono già in campagna. Che già sta piovendo. Vi basti sapere che la sera, dopo aver montato la tenda in un terreno intriso di acqua, e aver mangiato un pasto freddo – perché il fornellino non l’avevo portato (ogni chilo conta, vi assicuro, e se volete farla quella salitina, meno chili vi portate dietro e meno bestemmiate contro ...