1. Viaggio in bici (parte prima)


    Data: 15/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marco__1990

    ... lavarmi i denti, pisciata propiziatrice prima del sonno, e torno in camera. Mi metto a riordinare le mie cose e il mio cibo dentro i sacchi Artlieb, accovacciato per terra, vicino al muro. C’è luce fuori, quindi non ho acceso la luce in camera. La porta si apre, giro poco la testa e vedo James. Lo vedo indaffarato a riordinare le sue cose sul lettino superiore. Io continuo con la mia roba. E poi lo sento spostarsi proprio dietro di me. Mi irrigidisco. Lui sta li immobile, lo sento, lo sento che mi fissa dall’alto. Ruoto il busto, quasi immediatamente, mi alzo. Mi guarda per un istante, non faccio in tempo a protestare o a chiedergli che sta facendo che mi bacia. Labbra fresche, sottili. È piu alto di me, devo alzare il capo. Mi abbraccia con forza, senza lasciarmi prender fiato. I nostri corpi sono attaccati. Sento il suo cazzo farsi turgido sotto i calzoncini. ‘Fuck, you’re so sexy’. Il mio di cazzo è in tiro da un po’ di già.
    
    Gli tolgo la maglietta. La porta potrebbe aprirsi in qualsiasi istante, ma sappiamo che non succederà. Gli pinzo i capezzoli: ha pochi peli che si è rasato, non proprio il mio ideale, ma i muscoli son ben definiti, anche se si vede che incominciano a perdere massa. Dalla mia bocca non si vuole staccare, e quando faccio per scendere, mi trattiene su con le sue mani enormi sulle mie guancie. Ma figuriamoci se mi lascio fare così. Lo appoggio contro la porta, e mi metto in ginocchio. L’arte di fare un pompino sta nel sapere quando metterlo in bocca, ...
    ... ovvero quando l’altro non ce la fa più. Lascio tutto coperto, infilo la mano da sotto, nella gamba sinistra, sotto il pantaloncino e sotto i boxer larghi che porta. Arrivo alle palle, una prima, poi due belle noci belle folte. Lo sento al tatto. Strofino il viso sul tessuto in poliestere, lo guardo. È soffice e sa di pulito. Lui ha messo le mani dietro la schiena, ha capito che si deve lasciar fare. Enjoy the ride. Con le due mani, alzo il pantaloncino e scopro velocemente l’oggetto delle mie attenzioni: un cazzo di giuste proporzioni, un po’ tozzo e largo a metà dell'asta, ma che svetta felice. Poggio il mio labbro superiore sulla punta della cappella. Mi gusto il liquido preseminale, la mia lingua guizza, mi limito a delle piccole leccate, poco accennate ma senza esser timide. Strofino dolcemente il suo membro sulla peluria del mio viso, senza graffiarlo. Lui non ce la fa più: con un ‘JESUS’ si impadronisce della mia testa e me la punta sul cazzo. Io lo guardo, apro la bocca, e vado giu. Sospira. Devo ripetere l’operazione un paio di volte prima che il cazzo sia lubrificato per intero dalla mia saliva: poco dopo, mi fa sbattere il naso contro l’inguine, è dentro, ma preme contro le pareti della mia bocca. Il suo cazzo cerca di andarmi in gola, sento che sto vomitando. La tecnica la conosco: rilassa, rilassa tutto, lasciati fare. Quando il cazzo entra in gola, James mugola di piacere. ‘Fuck, this feels so good’. Mi tiene da dietro le orecchie, incomincia ad andare avanti e ...
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