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Viaggio in bici (parte prima)
Data: 15/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marco__1990
... la gravità di merda) – mi "corico". C’è una luce così, perche sono solo le 7 di sera. Fa un freddo cane. Il sacco a pelo è troppo leggero. Il vento soffia sulla tenda che sembra non reggere. Non vi dico il culo rosso che ho, a stare su quel sellino per tutte quelle ore, sfregando le cosce chilometro dopo chilometro. Da dentro il sacco a pelo applico un po’ di vaselina sullo scroto e le zone periferiche. Non posso fare a meno, nonostante il bruciore, di infilarmi un dito nel culo. È la sensazione piu piacevole della giornata, nonostante abbia visto dei Lock bellissimi. Cerco di addormentarmi, ma la pioggia, leggera leggera, batte sulla plastica della tenda. Per non parlare del senso di isolamento e di terrore che mi assale. Sono nel bel mezzo di un campo più o meno sperduto, senza copertura cellulare. E nessuno con cui parlare. Dire che ho dormito sarebbe un iperbole. Mi sveglio alle 5 e mezza, senza riuscire a riaddormentarmi, e da manuale da bravo campeggiatore, dopo una veloce colazione a base di pane umido e cioccolato nero, smonto tutto. Uno scozzese che passa di lì con il cane mi guarda allibito e sbotta: "se ti avesse visto il proprietario, ti avrebbe fatto smammare in due minuti". Altro che proprietario, gli faccio io, se lo vedo lo azzanno. Riparto. Mi fa male tutto, e dopo due ore son fradicio. È difficile farvi parte di quanto abbia sofferto. A metà giornata, dopo un’ascesa costante lunga svariati chilometri, e dopo una conseguente discesa frenata dal vento e ...
... dalla pioggia che mi battevano sul viso, come a farlo apposta, mi fermo in un piccolo bar per prendere un the ristoratore solo per rendermi conto che ho sbagliato strada. Bestemmiando ad ogni chilometro che ho fatto nella direzione sbagliata, torno indietro. Quando arrivo alla destinazione del giorno, non posso neanche dirvi quanto sia stanco. Faccio un salto all’ufficio turistico, mi indirizzano verso l’ostello locale. Quando il gestore dell’ostello mi vede, praticamente lo supplico di darmi una stanza. Ce ne sono parecchie disponibili, è ancora presto. Pago quei due extra pound per l’asciugamano, vado in camera. 4 letti, piccolina. Mi spoglio. Sono giovane, sui 22 anni, gay da sempre ma dichiarato solo da 3. Il mio corpo è ben fatto. Non ho le spalle enormi, dopo due anni di canottaggio nessuno si e’ mai lamentato del mio aspetto. Non lo dico per vantarmi, ma sono un bel ragazzo. Le scopate su Grindr, non ne ho mai veramente avuto bisogno, ho altri modi per procurarmele. Rimango in mutande, fradice pure quelle, mi stringo l’asciugamano attorno alla vita, e proprio lì lì, come da copione ve l'assicuro, entra James. Non Bond, solo James. Questo non lo so ancora, io faccio per scansarmi, senza neanche guardarlo in viso, lui borbotta un po’ sorpreso di trovare un ragazzo mezzo nudo nella camera, lascio un "sorreeey" e me ne vado prima al gabinetto, poi in bagno. Sotto la doccia bollente, con quella luce al neon soffusa dal vapore, immancabile erezione nel processare quello che ...