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Da geloso a a schiavetto 9
Data: 16/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Italy456987
Anche Lucio volle farselo pulire come aveva fatto il suo amico ed io servizievole obbedii suggendo fino all’ultima goccia di crema, ma poi dovetti scappare in bagno a causa del doppio clistere che mi era stato fatto. Poi mi infilai nuovamente in doccia lavandomi bene anche dentro il sederino e trovandomi un buco inizialmente larghissimo ma che si richiudeva molto velocemente, poi dopo asciugato presi la cremina che avevo lasciato sul lavandino con l’intenzione di rimetterla nel buchetto visto che era così rinfrescante ma fui bloccato da Lucio che era entrato da un po’ e mi stava guardando senza che me ne fossi accorto….. “Vieni di là che te la mettiamo noi la crema, mi sembra il minimo dopo che ci hai fatto godere così tanto” Ormai abituato ad eseguire a qualsiasi cosa mi avviai in silenzio in camera e mi stesi sul letto di Luca perché il mio aveva una bella chiazza sul copriletto. Mi sdraiai a pancia in giù abbandonandomi alle loro mani. Mi spalmarono la cremina su tutto il sedere facendomi sospirare e poi iniziarono a metterla dentro, infilando un dito a turno senza che sentissi il minimo bruciore, anzi il mio buchetto docilmente morbido accoglieva di volta in volta gli intrusi con elasticità ed immenso piacere. Non so quante volte fossi già venuto ma sentivo che mi ero di nuovo eccitato e quando girai la testa vidi che non ero il solo. Luca però, blocco tutto dicendo: “ragazzi tra un ‘ora e mezzo si cena dormiamo un’oretta che stasera facciamo la ...
... festa a Veronica e dobbiamo essere in forma. “SIIIII!!!!” gridò Lucio andando in bagno a sciacquarsi ed io sebbene un po’ deluso tolsi il copriletto dal mio letto e mi stesi chiudendo gli occhi e precipitando in un sonno immediato fino a che sentii Luca che mi scuoteva per dirmi che era ora di cena. A cena mangiai tantissimo, non avevo mai avuto tanto appetito;Lucio non mi mollava un attimo e non perdeva occasione per mettermi in imbarazzo prendermi la mano sotto il tavolo e poggiandosela sul membro duro. Alla fine quando stavamo aspettando solo il dolce, mi costrinse a seguirlo in bagno; lì c’era un antibagno con i lavandini e due bagni; entrammo in uno e chiusa la porta lo tirò fuori, poggiando poi le mani sulle mie spalle, mi costrinse a sedermi sul coperchio chiuso del water. Mi trovai la sua cappella rosa scuro che mi sfiorava le labbra e le socchiusi permettendogli di appoggiarcela. Nella mia pur brevissima carriera di pompinaro, era il momento che amavo di più: quell’attimo in cui stavo per appoggiarla sulla lingua mi piaceva da morire e stavo incominciando ad avere la malizia che mi permetteva di capire che era molto eccitante per lui sentire la mia bocca che si apriva e il mio alito caldo che arrivava sulla cappella senza però ancora toccarlo. Indugiai volutamente prima di chiudere le labbra intorno a quel frutto saporito, ma quando lo feci, il piacere che mi dette sentirlo così setoso, ma allo stesso tempo durissimo e caldo, fu enorme. Mentre ...