1. Da geloso a a schiavetto 9


    Data: 16/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Italy456987

    ... volontà………
    
    “Aspetta…..”
    
    Disse lui e, staccandomi quella bella cosa calda dal sedere, si abbassò e iniziò a leccarmi nello stesso punto dove c’era l’uccello un attimo prima.
    
    Ci mancò poco che cadessi all’indietro da quanta poca forza mi rimase nelle gambe al contatto con quella lingua.
    
    Sentivo i rumori delle porte dell’ascensore che si aprivano e dei ragazzi che camminavano nei corridoi sopra di noi ma rimanevo lì col culo in fuori a farmelo leccare con incoscienza assoluta.
    
    Quando smise, il fresco sul buchetto durò un paio di secondi fino al nuovo calore che premeva per entrare.
    
    “Ma sei matto? Vuoi farlo qui?”
    
    “Zitto e spingi…fammi sentire quanto lo vuoi….”
    
    Che vergogna mi conosceva meglio di me……mi costrinse a salire due gradini in modo da trovarci sul pianerottolo e poi si riappoggiò al mio culo che inconsciamente avevo nuovamente sporto verso di lui.
    
    “Dai spingi e zitto…..”
    
    Allora spinsi…..piano, sentivo il calore di quella cappella infuocata che entrava in me, le pareti del mio buchetto si dilatavano e aspettavo il dolore che mi aveva colpito così forte nel pomeriggio, ma ancora niente, intanto spingevo ancora, le voci al piano di sopra si affievolivano, ma non perché stessero diminuendo, ero io che perdevo contatto con la realtà circostante a parte quella cosa che mi stava entrando lentamente nel culo.
    
    Pensavo a tutte queste cose mentre sentivo quella spada calda che mi entrava dietro e il dolore non arrivava, anzi sentivo questo caldo ...
    ... che si irradiava fino alla punta del mio uccellino che mi faceva male da quando era duro.
    
    “Ecco….”
    
    Sentii sussurrare accanto al mio orecchio e solo allora mi resi conto che le sue anche poggiavano sul mio sedere e che il suo bel pisellone era tutto dentro di me e che…….era bellissimo.
    
    Se ci avessero scoperti io credo che non me lo sarei sfilato lo stesso: lo volevo dove era ora e mi piaceva da morire.
    
    Nessuno di noi due si muoveva, sentivo Lucio che ansimava con la bocca poggiata sul mio orecchio sinistro facendomi venire i brividi che raddoppiarono quando parlò:
    
    “sto impazzendo è bellissimo, voglio che mi dici quanto ti piace”
    
    “si, mi piace”
    
    “che cosa…?”
    
    “Questo….”
    
    “Voglio sentire esattamente cosa ti sto facendo….”
    
    Intanto aveva cominciato a muoverlo lentamente aventi e indietro
    
    “mi….oooohhhhh…..stai…..mettendo oooooohhhh il pisello dentro il culettoooooohhhhh”
    
    “Bravo…questo volevo sentire…..senti manca un piano soltanto, voglio provare ad arrivarci senza toglierlo……cammina piano piano”
    
    Mi mossi sentendo che lui mi seguiva muovendo la stessa gamba che muovevo io e quando la alzai per il primo gradino sentii il sedere che si muoveva intorno a quel palo procurandomi sensazioni stranissime ma stupende.
    
    Non so quanto ci abbiamo messo a fare quelle due rampe ma arrivati in cima eravamo stravolti, mi fece fermare davanti alla porta che portava ai corridoi delle camere e lo tolse di scatto.
    
    Mi girai deluso per capire il perché ma lo stava ...