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Il venditore ambulante 4 -il pappagallo- vi
Data: 18/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Soundserio
Attesi quella mattina con intrepida ansia, non sapevo se Luigi fosse arrivato con il papà o solo con la cassetta degli attrezzi –“Buongiorno, per che ora credi essere qui?”- domandai via messaggio al ragazzo. Ovviamente la notte prima, per non farmi sgamare dall’idraulico, cercai di riempire il lavandino con avanzi di cibo, la scusa della visita doveva reggere. Nel frattempo, dopo aver fatto una doccia, cercai nell’armadio qualcosa da indossare –“Questo no”- , -“Forse”- , -“Questo no”- , -“Questo!”- acchiappai il jeans aderente tutto strappato sul di dietro, si proprio quello che utilizzai quando andai a far visita all’appartamento di Giovanni e lo indossai. Riposi tutto il resto in armadio e cercai una maglia comoda da mettere, il telefonò suono –“Do una mano a papà a sistemare i prodotti in bancarella e ti raggiungo, credo intorno alle nove”- scordai che fosse giovedì mattina, Franco non poteva lasciare la bancarella da sola. Finalmente un po’ di felicità regnò nell’ animo –“Certo, va benissimo, ti aspetto. A dopo”- andai al bagno fischiettando e, indossando la t-shirt, ricevetti una telefonata –“Buongiorno Gabriele ti disturbo?”- , -“No, mi dica prof.”- era Luca –“Abbiamo fissato le date di spedizione, si parte questo lunedì e si rientra mercoledì sera”- , -“Ok, va bene”- chiusi la chiamata e cercai di distrarmi da quella noiosa notizia di lavoro andando davanti allo specchio ad ammirarmi. Capello e barba curata, canotta larga bianca e l’aderente jeans strappato sul ...
... culetto. Non indossai lo slip, ma il nuovo jockstrap, e neppure i calzini. Più guardavo la mia immagine allo specchio e più mi piacevo, l’idea di avere l’idraulico in casa mi eccitava da matti. Finalmente il citofono suonò –“Chi è?”- , -“Luigi”- , -“Sali”- aprii l’ingresso. Lasciai la porta socchiusa e attesi il suo arrivo in cucina –“E’ permesso?”- domandò sul ciglio della porta –“Vieni pure, sono in cucina”- sentii la porta chiudersi e subito mi chinai a novanta facendomi trovare a passare uno straccio a terra –“Ciao, buongiorno”- disse alle spalle –“Buongiorno, scusami eh, mi è caduto un goccio di caffè e ripulivo”- , -“Tranquillo, non preoccuparti”- , -“Accomodati pure, vuoi un po’ di caffè? È ancora caldo”- , -“No grazie”, -“Dai qualcosa, un succo? Una naturale?”- , -“Dai vada per un succo”-. Versai uno yoga nel bicchiere e mi accomodai a tavola di fronte, quella mattina Luigi indossava una salopette di jeans, scarpe da ginnastica e una maglia nera. L’occhio a mandorla era ancora un po’ assonnato e la barba castano-rossiccia meno curata della prima volta. Dalle sue braccia partiva un bellissimo pelo castano-rosso che percorreva l’intero braccio sino al polso e qualche ciuffo di pelo sbucava anche dal colletto largo della t-shirt. –“Bè allora come va con la doccia?”- domandò –“Tutto bene, finalmente non gocciola più. Sei stato bravissimo”- mi complimentai –“Ma figurati, è stato un lavoro da ragazzi, capita spesso purtroppo”- , -“Immagino”- , -“Sai nei vecchi pomelli è cosi”- ...