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Il venditore ambulante 4 -il pappagallo- vi
Data: 18/05/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Soundserio
... completamente estasiato. Mollai il palo e tornai in piedi, diedi le spalle e chinandomi a novanta davanti al suo sguardo acchiappai i lati opposti degli strappi sul culetto e divaricando bene le gambe con un po’ di forza gli strappai totalmente lasciando aperto un gran varco che permise, oltre la miglior visibilità al culetto, anche la penetrazione. Senza voltarmi mi abbassai sopra l’uccello, bagnai due dita di saliva e mi lubrificai il buchetto, afferrai la base di quel nuovo uccello e prendendo la mira iniziai a farlo sparire dentro il culetto –“Aaaaahhh”- ansimò profondamento Luigi mentre il tubo sparì lentamente –“Vediamo quanto è resistente”- dissi iniziando a muovermi inghiottendolo tutto. Salivo e scendevo con ritmo sostenuto su quel cazzo che avevo tanto desiderato –“Siii mmmmh”- iniziai anch’io a godermi quella magnifica penetrazione –“Si si siii”- continuavo ad ansimare. Con un colpo solo lo feci riscomparire tutto dentro provocando a Luigi un leggero spasmo di spiacere e, allentando il movimento, proseguii a scoparmi con calma –“Mmmmh mi piace questo nuovo tubo”-. Il ragazzo stava completamente in silenzio, i suoi occhi parlavo chiaro, stava godendo da matti e nella stanza si potevano sentire solo i lamenti del suo piacere. Tornai in piedi e voltandomi, vis a vis, abbassai il culetto per prenderlo ancora –“Aaahh siii”- emisi con piacere sentendolo entrare tutto. Non era più ...
... tempo di giocare, ora si faceva sul serio. Senza perdere tempo iniziai davvero a prendere un gran ritmo frenetico allargandomi completamente il culo saltando come una matta. Tirai indietro la schiena e poggiai le due mani a terra per tenermi mentre il bacino proseguiva a cavalcare con ardore quel giovane cavallo –“Vengo”- disse tra un ansimo e l’altro, non potevo perdermi quel gusto, feci sgusciare subito il cazzo dal culo e mi ci fiondai sopra con la lingua, cominciò ininterrottamente a schizzare –“Aaaaah ahhhhh ahhh aaaah”- godette follemente. Non lasciai libera la presa, prima di lasciarlo andare ciucciai e ricciucciai per bene l’intera asta e a seguire la cappella mentre perdeva vigore. Il viso divenne un po’ rosso per l’imbarazzo, quando lasciai libero Luigi di alzarsi in piedi ci mise qualche secondo, era in pieno imbarazzo, si ricompose e con tutta fretta gettò dentro la cassetta tutto ciò che aveva messo fuori –“Bene, ora sembra tutto apposto”- iniziando a prendere la via dell’uscita –“Quanto ti devo?”- domandai oramai sul ciglio della porta –“Niente tranquillo, siamo apposto cosi”- e scese giù per le scale senza aspettare l’ascensore. Completamente soddisfatto ed eccitato tirai fuori l’uccello dal jeans e me lo segai cosi forte da sborrare in corridoio in pochi secondi. Andai in cucina a prendere uno straccio per pulire e mi accorsi che Luigi aveva scordato il pappagallo rosso.