1. Anche la figlia


    Data: 19/05/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: rococo

    ... quando quasi improvvisamente mi sono reso conto che, a 18 anni, non era più una fanciulla e per di più evidenziava una impressionante somiglianza con la madre: al netto delle misure ovviamente più ridotte, stesse gambe, stesso seno, stesso culetto tondo e impertinente, stesso sorriso.Da quel momento, senza che avessi coscientemente maturato l�idea, mi è salita l�ossessione di possederla, di farla mia, non tanto per gustare la freschezza di una fica giovanissima, quanto per la sensazione di tornare indietro nel tempo e sverginare la mia Marisa sul limitare dell�adolescenza. L�ho conosciuta che era già sposata con Franco, e questo è sempre stato un mio cruccio. Ora il corpo fiorente di Monica mi dava l�immagine di Marisa giovanissima, e desideravo possedere Monica per avere, a distanza, Marisa.Con Marisa parliamo di tutto e senza infingimenti. L�ultima volta che scopavamo le ho confidato quel mio pensiero. Inizialmente la cosa l�ha lasciata molto turbata, per un momento ha temuto di veder spuntare in me una silente tendenza alla pedofilia, ma presto ha capito che la figlia era solo uno schermo e che l�oggetto del mio desiderio restava lei. Per alleggerire il fuoco di quella mia passione improvvisa, Marisa me la descriveva nell�intimità, e addirittura mi consentiva di giocare allo scambio delle parti facendomi liberamente evocare il nome di Monica, mentre scopavo lei.Ma non le nascondevo la mia angoscia di sapere che Monica cominciava a frequentare i ragazzi, che da un momento ...
    ... all�altro sarebbe potuta essere sverginata da qualcuno e che avrei perso per sempre il piacere di deflorarla io. Ne parlavo come fosse mio diritto, e Marisa comprensiva mi sorrideva un po� commossa di quel sentimento, un po� preoccupata del mio stato d�animo. Pur volendomi compiacere, non riusciva a immaginare come.Allora, con il pretesto di aiutarla per gli esami di maturità, mi sono reso disponibile a fare ripetizioni a Monica. E Marisa l�ha autorizzata a venire da me per studiare, raccomandandomi tuttavia la massima delicatezza e prudenza. Con i mesi sono riuscito a guadagnarmi un po� della sua fiducia e della sua confidenza, anche sulle questioni più intime. Un pomeriggio mi ha confessato che da un po� di tempo sentiva il bisogno di sfogarsi con la masturbazione e che aveva provato un vero turbamento quando un suo amico aveva cominciato a toccarla nelle parti proibite e le aveva messo in mano il suo membro arrizzato.Quella confessione mi aveva aperto una ferita e, con il cuore in gola, l�ho stimolata a raccontarmi di più. Monica mi ha detto, con gli occhi bassi, che lui aveva tentato un paio di volte di andare oltre, che l�aveva un po� forzata introducendo il pene fra le sue cosce e spingendo verso la fica. Un episodio che l�aveva disturbata, perché senza nessun preliminare dolce, nessuna tenerezza.A quel punto ne avevo approfittato per spiegarle come doveva essere la prima volta: l�amore è importante, ma farlo tecnicamente bene era indispensabile per non portarsi dietro ...