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Cinquanta candeline (1^parte)
Data: 20/05/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine
... sembianze angeliche come le sue. Anche se diffido molto di un solo fotogramma, sotto i miei occhi si era materializzata un'immagine abbastanza simile a quella che mi ero fatto di Stephanie dopo le sue descrizioni avvenute durante le nostre conversazioni telefoniche. Biondissima, lineamenti del viso delicati e occhi azzurri... ma era davvero giovanissima e molto più di quanto la differenza di età anagrafica tra me e lei poteva lasciar immaginare. Tanto che mi affrettai a scriverle: "io vengo a prenderti in aeroporto, ma tu "prendimi" come fossi un souvenir d'antiquariato, intesi?" E lei per tutta risposta: "chérie, adoro il vintage". Sorrisi con l'innocenza maliziosa di un bambino, quando sà di poter confidare nel perdono alle sue marachelle, ma quei 20 anni di differenza tra me e lei, mi domandai con un pò di preoccupazione, come avrei potuto colmarli. Così facendo stavo però pregiudicando tutta la mia soddisfazione per essere riuscito, e non senza difficoltà, a trovarle una sistemazione e decisi di prendere i giorni seguenti così come sarebbero venuti, senza troppe pippe mentali ma già convinto di aver perso un pò della mia testa che già vedevo rotolante ai suoi piedi. Quella sera, all'uscita dei voli internazionali all'aeroporto, fui lì già un'ora prima dell'ora prevista per l'atterraggio del volo; un pò teso ed emozionato, ma rincuorato dalle chiavi dell'appartementino che avevo trovato per Stephanie. Toccare quelle chiavi in tasca sembrava come fosse toccare un amuleto ...
... portafortuna del quale ero stato artefice e per il quale mi ero tanto dato da fare. Sempre più spesso ed insistentemente davo un'occhiata al display sul quale erano aggiornati i voli atterrati e, finalmente, anche quello proveniente da Monaco (Nizza) era "landed". Iniziarono ad uscire dalle porte a vetro i primi passeggeri; poi via via che si facevano sempre più numerosi, la mia preoccupazione fu di non perdere nemmeno una di quelle teste anonime ed ondeggianti che mi venivano incontro. La vidi apparire all'improvviso. Un brivido mi percorse la schiena. Non poteva essere altri che Lei, anche perchè il suo abbigliamento toglieva ogni dubbio avendomelo descritto per sms prima di partire: pantaloni bianchi di lino non attillati ed una camicetta blu con maniche lunghe abbondanti e svasate sui polsi. Un enorme trolley al seguito ne frenava leggermente il cammino, ma nonostante ciò mi sembrò che volasse per quanta grazia era riconoscibile nella sua andatura. Questione di attimi, che resteranno sempre impressi nei miei occhi, quando i nostri sguardi s'incrociarono, facendoci esprimere un sorriso che pur tra tutta quella folla si fece largo verso il reciproco indirizzo. Stephanie... Stephanie pronunciai, non so se sottovoce o urlando, ma alzando un braccio in segno di saluto e ricevendone da Lei uno altettanto esplicito che si trasformò subito dopo in un abbraccio lunghissimo del quale mi è difficile descrivere le sensazioni. Ricordo però ancora oggi distintamente la delicatezza del ...