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Cinquanta candeline (1^parte)
Data: 20/05/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine
... suo profumo, la fragilità delle sue spalle da uccellino, la carezza sul mio volto dei suoi capelli e le sue prime tre parole appena sussurrate: "mercie, mon ami!" Ci staccammo appena un attimo per guardarci sorridenti negli occhi e subito dopo ci riabbracciammo ancora più stretti, quasi davvero fossimo due vecchi amici ai quali il tempo aveva sottratto gli anni migliori ed anch'io sussurrai qualcosa, un pò in francese ed un pò in italiano: "Vous êtes un bijoux.Vous êtes magnifique.Superbe !Sei bellissima ! » E quando una donna ti strappa un complimento senza dover ricorrere a diplomazia alcuna, finisci con il non sapere più dove sia la linea di confine tra il piacere di pronunciarlo ed il piacere che ancora ti dà nel guardarla, per poi tornare a pronunciarlo ancora ma con la sofferta sensazione di sentirsi orfani di un aggettivo ancora mancante nel proprio dizionario. In pochi istanti Stephanie mi aveva letteralmente rapito. A fatica ci staccammo da questo secondo abbraccio che per me, anche se involontariamente, si era trasformato in eccitazione. Sfephanie infatti guardandomi con un pò di stupore tra l'imbarazzato e la compiaciuta malizia ebbe a dire : « mi avevano detto che gli uomini italiani sono piuttosto focosi, ma tu li vuoi battere tutti » e così dicendo abbassò distrattamente lo sguardo verso la patta dei miei pantaloni. Senza volerlo, avevo avuto una prepotente erezione che ancora ne faceva intuire la persistenza attraverso quello che adesso era diventato un ...
... imbarazzante « ingombro » e lei doveva averne avvertito tutta l'intensità mentre eravamo stati abbracciati. « Accidenti a me ed a lui », pensai, « ho finito con il fare la figura dell'allupato,quando invece ci tenevo tanto a mostrare un pò di signorilità ». Non sapevo cosa rispondere ; se scusarmi con rincrescimento o invece buttare lì una battuta sull'onda della malizia che mi era parso di notare nei suoi occhi e nel tono, anche un pò scherzoso, delle sue parole. Dissi la cosa più scontata ma anche la più vera : « una donna bella, dolce e desiderabile come te, mette l'uranio nelle vene ; vieni, sarai stanca,andiamo a mangiare qualcosa insieme che poi ti mostro il tuo nuovo nido dove riposare ». « le moi ? Vuoi dire il nostro chéri » fu la sua pronta, quanto promettente risposta per i giorni a venire. Avevo prenotato la cena nel luogo che a mio avviso è tra i più belli, suggestivi e romantici di Roma : lo Zodiaco. E poi non sarebbe stato troppo lontano da lì, ragginugere l'alloggio di Stephanie che avevo trovato nel quartiere Prati. Nonostante l'ora legale e la primavera inoltrata, si era intanto fatta sera e durante il breve tragitto in auto, che allungai un pò per far vedere all'ospite che avevo accanto qualcosa di Roma notturna, da buon cicerone commentavo ciò che scorreva sotto gli occhi di Stephanie, sempre più estasiata del panorama. Sulla terrazza del ristorante poi, Stephanie aveva delle espressioni di stupore che mi ricordavano tanto quelle di una bimba, specie quando mi ...