1. Cinquanta candeline (1^parte)


    Data: 20/05/2020, Categorie: Etero Autore: oltreconfine

    ... dissse che da lassù, in quell'incantevole luogo, le sembrava di essere tornata a volare sullo stesso aereo dal quale era scesa poco prima.
    
    « Quello è il Teverè ? » mi chiese indicandolo e accentando la parola sull'ultima e. Si Stephanie, quello è il fiume principale di Roma e le anse che da qui sembrano abbracciare parchi e monumenti,somigliano all'abbraccio che mi hai regalato poco fa in aeroporto. Anzi. Scusami ancora per esserti sembrato un pò troppo irruento ma... m'interruppe poggiando la sua mano sulla mia e sorridendo esclamò : « Tu es un garçon doux... tres romantique. Mi piaci ». « Io un ragazzo ? Grazie Stephanie », risposi a mia volta, cercando di nacondere con un sorriso di circostanza il pensiero per quella mia carta d'identità che avvertivo come troppo ingiallita, rispetto alle sensazioni che in sua compagnia mi stavano invece trasformando in un adolescente, catturato dall'insolito desiderio di corteggiarla quasi fossi un suo coetaneo. Tra un boccone e l'altro ci scambiammo qualche confidenza tra passato e futuro delle nostre rispettive esistenze, mentre il presente era, almeno per me, saturo di quella eterea creatura che avevo davanti agli occhi. Concentrato sui suoi occhi, ogni tanto perdevo il filo del discorso, deliziato dalle espressioni del viso di Stephanie ; quel suo modo di corrugare la fronte alzando le sopracciglia sottili e spalancado i suoi occhioni in segno di domanda, quando qualcosa non le era chiaro ; e quanta tenerezza mi suggerivano le ...
    ... microscopiche linee che si formavano ai lati della bocca in segno di rassegnata ma serena consapevolezza che anche la mia ulteriore spiegazione non le era stata d'aiuto. « Mi guardi in modo strano chèrie ; mi sento osservata come non mi è mai accaduto » disse ad un tratto. « Hai ragione Stephanie, scusami per l'insistenza con la quale ti guardo, ma la tua giovane bellezza è psicologicamente devastante per un uomo della mia età ; ti guardo con gli occhi che a venti o trent'anni sicuramente non avrei avuto e ho un desiderio dolcissimo di accarezzare con un bacio le tue labbra ». Così dicendo mi alzai dalla sedia di quel tanto da consentire di allungarmi sul tavolo per raggiungerla ed assaporare, sfiorandole, le labbra. Fu il mio un gesto improvviso, spontaneo, irrefrenabile al quale la mia giovane amica non si sottrasse ; anzi, ebbi la netta impressione di non esserne rimasta sorpresa offrendomi la bocca con la delicata dolcezza che avevo imparato a riconoscerle. Qualcosa di magico scintillava adesso nei nostri occhi, senza che dovesse più essere profferita parola. Terminammo di cenare in un baleno, come a non voler perdere più tempo per soddisfare un appetito che, da buon dulcis in fundo, si era impadronito di noi. La presi per mano e, quasi correndo, guadagnammo l'uscita del locale. Ci abbracciammo istintivamente e iniziammo a baciarci questa volta più profondamente, scambiandoci il sapore del caffè che era ancora nelle nostre bocche. Finalmente potevo avvolgere il volto di ...
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