1. Triangolo uomo-uomo-donna - seconda parte.


    Data: 04/06/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... mise come si era messa Roberta prima. Mani in alto al muro, gambe leggermente divaricate e la destra leggermente più avanti.
    
    Mi portai piano vicino a lui e feci cenno a Roberta dio guardare. Si mise più comoda, anche se in posizione da sottomessa. Ansiosa, volle assistere alla scena con desiderio.
    
    Passai il gatto sulle natiche di lui, che ebbe un brivido. Gli accarezzai la fessura del culo, soffermandomi sull’ano. Si sistemò meglio e mi allontanai. Mi misi in posizione e diedi il primo colpo con tutta la mia forza.
    
    Anche lui ebbe una reazione forte mentre le natiche sbattevano al passaggio delle nove code. Il colpo aveva provocato a tutti tre un’eccitazione diabolica. Gli diedi subito il secondo colpo, poi il terzo e il quarto. Al passaggio del sesto colpo cominciò a godere e solo al decimo si girò e, come Roberta, si mise in ginocchio a sbocchinarmi. Il desiderio di soddisfare il suo carnefice con la bocca. Lo lasciai fare, finché non decisi di trattare anche a luicome Roberta.
    
    - Ora ti inculo!
    
    Si buttò a terra, si sdraiò e mise in posa il culo. Roberta corse da me a quattro zampe e me lo prese in bocca. Lo sbocchinò, poi abbassò il prepuzio e andò a puntarlo all’ano di Mirko.
    
    - Vai! – Mi disse, dandomi un buffetto al culo.
    
    Riconobbi la mia Roberta e mi lasciai andare sopra di lui sodomizzandolo lentamente fino in fondo. Avere attorno all’uccello il culo di un ragazzo virile mi nutriva il mio desiderio di potere. Sentire il mio cazzo che scivolava nel ...
    ... suo retto me lo faceva sentire mio. Godere del calore delle sua natiche frustate dava senso alla relazione a tre.
    
    Roberta si portò dietro a leccarmi il culo e le palle - secondo la posizione - e io continuai a passarlo dentro e fuori. Lui godeva come un facocero e cominciò a sbattere gambe e braccia, finché non venni anche dentro di lui.
    
    Ne uscii s mi lasciai andare a riposare, ma Roberta lo girò pancia in su, si portò sopra e vi si sedette sopra fino a infilarsi il cazzone di Mirko fino in fondo.
    
    I due gemettero scopando come una locomotiva e vennero insieme urlando lui e ululando lei.
    
    Salutai per l’ultima volta Roberta con una scopata imperiale a due e le raccomandai di essere felice con il futuro marito.
    
    - Gli sarai fedele? – Le chiesi malizioso.
    
    - Puoi scommetterci! – Rispose. – Io sono monogama.
    
    - Non starai più con me?
    
    - Ecco, tu sei l’eccezione, ma temo che non avremo molte occasioni…
    
    - Sei stata la donna più passionale che abbia mai conosciuto.
    
    - Volevi dire una troia?-
    
    - Ha ha! No, sai che non la penso così. Ma ti auguro di avere con tuo marito quello che hai avuto con me. E di dargli la stessa passione.
    
    -Me lo auguro anch’io, anche se non ci si sposa solo in base al sesso…
    
    - Già…
    
    - Ti amo.
    
    - Ti amo.
    
    Ci incontrammo ancora alcune volte e una l’ho pure scritta e pubblicata (vedi: la prima volta con Bea e Roberta), ma fu sempre più difficile.
    
    Ora vive a 200 km da me, ha due figli ed è felice e contenta. Di tanto in tanto ...
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