1. Mia moglie e mio cognato, che bravi


    Data: 09/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: grillino

    ... maneggiarmi il cazzo, come frocio non aveva avuto molte esperienza sessuali, solo qualche sega e pompino estemporanei all’università o in qualche locale gay di Milano, dove andava per non farsi riconoscere a Genova. Comunque, la sua mano era calda e morbida, impugnava bene il mio grosso uccello…quando fu bello duro, lo presi per i ricci capelli biondi da angioletto e lo tirai giù verso la cappella…Pierluigi esitò timido, poi si abbassò in ginocchio prendendo tutto il mio cazzo in bocca e iniziando un bel pompino! Lo succhiava e lo masturbava bene, un po’ impacciato ma con tanta buona volontà…lo dirigevo per la testa, gli davo il ritmo e la profondità, gli suggerivo dove e come leccare la cappella…era un perfetto scolaro! Al culmine dell’eccitazione, lo avvertii dell’imminente orgasmo “Pierluigi, sto sborrando…sto sborrando, preparati…apri bene la bocca vengoooo per dio!” il ragazzetto mi guardò meravigliato, a bocca aperta come un usignolo, e lo riempii di sborra in gola, in faccia, sui riccioli biondi…era uno spettacolo! Gli feci ripulire il cazzo, poi mi sistemai e lui si lavò la faccia e in quel momento sentimmo i genitori e Anna rientrare in casa, subito lui scappò in camera e io mi chiusi in bagno. Quella sera stessa portai Anna in macchina a Righi, e la inculai a sangue pensando intensamente al fratello Pierluigi! Con Anna le cose andavano sempre meglio, lei era assolutamente innamorata e mi riempiva di costosi regali, comprati con i soldi paterni, e io ricambiavo ...
    ... scopandola senza ritegno facendola credere l’unica donna a fare sesso in modo stratosferico al mondo! Ovviamente, io avevo le mie storie parallele, sia con donne che con uomini, ma la povera cornuta era (ed è…) felice così! Nei mesi successivi, quasi ogni domenica andavo a pranzo in famiglia, e tutti i pomeriggi lei andava a messa con i genitori, lasciandoci soli io e Pierluigi. La prima volta che successe qualcosa di serio con il cognatino aspettai che tutti uscissero, poi entrai nella cameretta di Pierluigi, che era alla scrivania a studiare per il prossimo esame. Mi accostai al tavolo, lui mi sorrise imbarazzato, poi gli presi la mano e me la misi sul pacco, facendogli sentire il mio turgore. Mi slacciai i pantaloni e tirai giù le mutande, mostrando l’enorme cazzo già in tiro, e il ragazzo arrossì di botto. Gli presi la testa e la diressi sulla cappella, che Pierluigi inghiottì sino all’ugola, iniziando un bel pompino. Pierluigi era diventato bravo, sotto la mia guida esperta in quei mesi, fatti di pompini e seghe di nascosto dalla famiglia e dalla mia futura moglie, nei lunghi pomeriggi da soli in casa. Ma quel pomeriggio volli andare oltre, al termine di un meraviglioso pompino nel quale gli sborrai in pieno viso, sollevai Pierluigi quasi di peso dalla sedia, lo portai sul suo lettino e lo sdraiai a gambe all’aria iniziando a sputargli nel buchino del suo delizioso culetto, bianco, morbido, piccolo come quello di una femminuccia, e infilandogli con un dito la saliva dentro. ...