1. Ile, la ragazza che non aspettavo arrivasse. (MIA)


    Data: 09/06/2020, Categorie: Etero Autore: G, S.

    ... andava. Mangiammo tutti insieme. Ero felice come un bambino, quella femmina mi faceva stare bene, sentirla ridere alle mie battute stupide era meraviglioso. Ogni tanto le guardavo il seno dalla shirt chiara, non era enorme dato la sua altezza (ex-pallavolista) una terza a pera. Quel reggiseno in trasparenza l'avevo imparato a memoria. Lei se ne accorse, abbassava lo sguardo verso il seno tra un sorriso ed un altro, e muovendo la testa come a far dondolare i capelli sorrideva mostrando le fossette e quel rossore sulle guance normalmente chiare. Erano ormai la mezza, io dovevo lavorare il giorno seguente, dovevo andare a dormire per forza di cosa,ma volevo avere qualcosa di lei, Luca mi venne in aiuto: -"Ilè, rimani il numero a Giovanni, che se è qualcosa per le carte che dovete firmare, ti chiama" -325XXX5x78" non l'ho più dimenticato. - Ok, segnato. Ragazzi, non fate gli stupidi, è una bella ragazza fidanzata! Io vado a dormire." - Luca- " Ma si Giovà, ma l'acqua del bagno che userà lei sta aperta?" - Io - "No, e peraltro è impolverato, me ne sono dimenticato"...feci come a prendere la spugna e il sapone dal lavello ma lei mi fermò: - "Tu esci presto, no?" -Io - "si sette massimo sto fuori casa" - "Bene, io esco verso le otto e trenta, se per te va bene, e dato che mi sembri più signore di loro" rise ed io mi gonfiai "busso e la faccio da te dopo che hai finito" Io non potetti che rispondere "sì" e già mi eccitai a saperla nuda nel mio bagno! i Ragazzi salirono, l'indomani ...
    ... rimasi la porta aperta, scrissi un messaggio ad Ilenia:"dopo chiudi la porta, non preoccuparti di come lasci, me la vedo io, BUONGIORNO" fu semplicemente la scusa per mandargli un buongiorno. Passò più di una settimana, in cui per una scusa o per un'altra la contattavo. Mi fece conoscere anche il suo ragazzo: dico la verità, con tutto che faceva il buffone ebbi la netta sensazione che da li a poco si sarebbero lasciati, lui parlava e lei guardava me, sorrideva alle mie attenzioni. Un Sabato notte verso le cinque, mi ritirai dal turno in notturna e come avevo preso l'abitudine di fare quando mi ritiravo, gli mandai un messaggio con il quale gli chiedevo se avesse voglia di venire giù e stare con i cani, l'unica cosa fu che non m'accorsi che si stava parlando delle cinque del mattino e non delle sei di sera quando entrambi, normalmente, rientriamo. Mandai un altro messaggio: - "scusa è l'abitudine" - ma di quale abitudine stai parlando?- mi rispose - Va be, dormi, ho sbagliato- avevo come l'impressione che qualcosa non girasse come sempre, forse Luca gli aveva riferito che mi piaceva da morire o che forse da sola, semplicemente non voleva. - "Giovanni, esageri con me, perché mi tratti cosi bene?" - "alle volte le donne le tratto bene, e con te mi piace farlo, poi non mi sembra sia un reato se questa è la prima volta che ti lamenti. Va bene, ti lascio perdere, dormi, vado a dormire". - "Non mi dispiace e voglio che tu lo faccia sempre, ma non voglio che poi..." - " voglio è una ...
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