1. Una domenica in ufficio


    Data: 11/06/2020, Categorie: Etero Autore: Alan_Daty_Cim

    Sono tra i pochi fortunati che fa il lavoro che ama, lo appassiona e, da oltre 15 anni, nello stesso posto con ottimi colleghi. Sono agente in una piccola, ma rinomata, agenzia specializzata, soprattutto, nella vendita ed affitto di immobili commerciali ed industriali.
    
    Girare cantieri ma, talvolta, anche abitazioni con clienti, architetti, geometri, capi mastro permette di vivere, spesso, all’aria aperta, conoscere tante persone e gestire, al meglio, i trasferimenti in auto. Qualche opportunità col gentil sesso, a volte, è capitata ma queste sono altre storie.
    
    In ufficio siamo in tre: Paola,la titolare, Marta la mia collega ed il sottoscritto.
    
    Paola è, in estrema sintesi, una brava persona: quasi 55 anni ben portati, brava moglie e severa madre, molto professionale e seria nella gestione del lavoro e dei clienti, ottima mediatrice e dalla grande umanità. Con lei si puo’ parlare di tutto col massimo rispetto, mentre la battuta ed il sorriso sono una costante della sua vita, disponibile al dialogo, ironica, intelligente, vagamente rassomigliante, di viso, ad un’anoressica Jessica Rizzo con riccioloni neri oltre le spalle, vestita da professoressa elegante e severa. Assicuro che a senato, se la pornostar italiana ha una quinta, Paola ha la retromarcia.
    
    Marta, invece, è la mascotte dell’ufficio: 37 anni, single dopo tante delusioni che l’hanno resa zitella convinta con qualche complesso sull’argomento, nonostante abbia tutte le potenzialità sia di ammogliarsi come ...
    ... di cambiarne uno al giorno. Simpatica, sveglia, un po’ rimbambita con le mode televisive italiche, ha un viso particolare con bocca leggermente“ a culo di gallina”, piccola, magra, non sodissima,seno abbastanza procace e pressato in vestiti griffati molto aderenti. Se devo trovare una sosia famosa, per meglio inquadrarla, direi Camila Raznovich un po’ sciupata e meno truccata. Non avendo mai voluto “casini” nel lavoro, sia lei, come altre colleghe in passato, l’ho sempre considerata off-limit , avendola professionalmente “formata”. Essendoci pochi anni di differenza tra noi, poi, la vedo e la considero,quasi, come fosse una sorella minore.
    
    “In quei tempi”, data astrale estate 2005, il lavoro procedeva tranquillo e ben organizzato dalla sempre ottima e attenta Paola che, su consiglio del medico, decise di abbandonare l’uso dell’auto in città per passare ad una piu’ salutare, dinamica, allenante e pratica bicicletta. Se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo: durante un suo trasferimento “ciclato”, un giovane 80 enne, in auto, la centrò allo stop, mandandola in ospedale con varie fratture scomposte.
    
    L’incidente sconvolse tutti noi, sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Paola, tra cellulari e portatili, trasformò la stanza dell’ortopedia in un vero centro di smistamento “lavori” promuovendo la vicina di letto a sua segretaria, facendo sedute di fisioterapia al telefono . Io e Marta sbrigammo i ns impegni adossandoci, inevitabilmente, clienti, ...
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