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Una domenica in ufficio
Data: 11/06/2020, Categorie: Etero Autore: Alan_Daty_Cim
... accese il movimento alternato, sincronizzato col suo respiro sempre piu’ affannato. Dopo qualche minuto, estrassi il vibratore e lo posi tra le nostre bocche per assaporare i suoi umori. Marta prese” in mano la situazione” per infilarlo,nuovamente, dentro di se. Anche la mia eccitazione era alle stelle: liberai “il mio amico”, ormai perfettamente sull’attenti, mettendolo nella mano libera della collega. A questo punto, Marta, si staccò dal suo Nirvana, spalancò gli occhi e fissò, tra lo stupito e l’eccitato, il suo nuovo compagno di giochi. “Questo si che lo puoi menare” le dissi. Senza farselo ripetere una seconda volta incominciò a masturbarmi fino a portarselo alla bocca per un ottimo, prolungato, ricco di saliva bj. Marta succhia veramente bene. Incominciai, con qualche contorsionismo, li in piedi, ad abbassare la mia mano per giocare col suo clitoride. “Così vengo….” fui avvertito. Non l’ascoltai ed incominciai, velocemente, a sgrillettare il suo organo erettile. Marta incominciò a contrarsi, a muoversi quasi fosse posseduta, per urlare dall’orgasmo tenendo in mano il mio uccello. La scena fu eccitantissima che non persi tempo a mettere il mio amico tra i suoi seni. Avvicinai le sue bocce, per meglio infilarvici il mio cazzo tra di esse, eiaculai copiosamente in una spagnola degna di essere registrata su wikipedia. Marta era spossata con le gambe completamente divaricate: mi inginocchiai ed assaporai, direttamente, il suo liquido leccando il suo sesso, infilai due dita ...
... per poi estrarle e metterle nella sua bocca. La collega si riaccese nuovamente. Mi feci spazio con le mani per spostare “la sua pelliccia”. Osservandola bene non è affatto male: labbra sporgenti simmetriche di media dimensione e profumo/sapore dei suoi umori particolare ma gustoso. Incominciai a succhiare il suo clitoride, alternando “colpi” mirati di lingua con raschietti dentati fino a farla capitolare nuovamente. Rialzandomi, presi il vibratore e, come fosse un cucchiaio, cercai di raccogliere, su di esso, il mio seme depositato tra i suoi seni per poi metterglielo nella sua bocca. Dopo una decina di secondi, mentre i suoi occhi fissano i miei, lo estrassi completamento pulito. Incominciai a tossire: avevo un pelo in gola, sintomo di un’ottima leccata. Ci ricomponemmo un po’ andando in bagno insieme. Marta si spoglio completamente rimanendo con i soli tacchi addosso. Vedendola toccarsi i seni ,per pulirli dal mio nettare bianco, mi mise una grande eccitazione da rimettermi sull’attenti e toccarmi. Marta mi fissò, si soffermo’ a giocare coi suoi capezzoli per scendere, con l’altra mano, a toccarsi anche lei. Rimanemmo a fissarci mentre ci masturbavamo. Senza dirci nulla ci fermammo, dopo qualche minuto, senza raggiungere l’orgasmo. Ci lavammo, ci vestimmo e senza nulla dire ci congedammo per tornare a casa. Fu un episodio isolato che non compromise il nostro rapporto di lavoro né provoco coinvolgimenti di sorta. Non cercammo mai il bis o di fare altro, nonostante ci ...