1. Una domenica in ufficio


    Data: 11/06/2020, Categorie: Etero Autore: Alan_Daty_Cim

    ... pratiche, avvocati e cantieri che Paola, bloccata a letto, non poteva seguire.
    
    Se prima iniziavamo a lavorare alle 9.00 sino alle 18.30, ora siamo passati al continuato dalle 8.00 alle 20.00. I ritmi divennero frenetici, tempo libero ridotto quasi a zero, stress raggiunse picchi elevati e Marta incominciò, giorno dopo giorno, a “perdere colpi” ben piu’ di me . Purtroppo nacquero i primi diverbi e discussioni animate in ufficio, fino ad atti isterici della mia collega. Che pazienza!
    
    Nonostante la tensione professionale, tra noi, con io che gettavo acqua sul fuoco e lei cherosene, la confidenza e la voglia di far battute non venne, fortunatamente, meno. All’ennesima sclerata di Marta, la rimproverai dicendole “..cazzo! scopa la sera almeno ti rilassi e non mi rompi le palle in ufficio !!!!”.
    
    Marta, un po’ sbalordita dal mio intervento, seccata precisò “… cazzo? Non ce l’ho e non lo voglio!”.
    
    Ci rimasi un po’ male in quanto mi aspettavo che sdrammatizzasse e non si risentisse; “…vai da Roberto (il fruttivendolo vicino all’ufficio n.d.r.) e prenditi un cetriolo…basta che ti dai una calmata e smetti di fare casino” replicai io.
    
    Sorridendo Marta aggiunse: “..vai a cagare va…”. Io: “ ci son sempre le banane e le zucchine se preferisci”. La cosa fini lì con qualche sorriso distensivo, ma ero certo che da li a qualche ora saremmo stati punto e a capo considerando 2 importanti contratti che dovevamo stipulare con importanti costruttori della zona.
    
    Poichè prevenire ...
    ... è meglio che curare, la mia mente pervers-contorta mi consigliò di “portarmi avanti” procurando un fallo di plastica: visto che non ne cerca di carne, agli ortaggi è allergica, l’idea di un toy mi sembrò la piu’ adatta. Non feci la cosa con secondi fini, proprio non la sopportavo piu’.
    
    Investendo una piccola somma, andai al sexy shop del centro e ne presi uno di dimensioni medie: non so perché ma credetti che Marta, sessualmente, fosse una suorina mezza vergine da non regalargliene uno formato John Holmes – Rocco Siffredi.
    
    L’indomani, come se la peggiore delle leggi di Murphy mi avesse colpito, la situazione sclerate comincio’ a placarsi fino a sparire completamente nel giro di un paio di giorni. “Vuoi dire che il vibratore devo infilarmelo io nel culo e che Marta ha trovato da scopare? si tocca ? si fa di ansiolitici?”: questa fu la mia sana e simpatica “sega mentale” .
    
    I famosi contratti, grazie anche alla meticolosità di Paola, ci spinsero ad una totale rivisitazione dello scritto che ci costrinse a trascorrere un intero week-end in ufficio. Marta resse bene il sabato, mentre diede di matto, complici le schermate blu di windows, nel tardo pomeriggio di domenica. Subito l’atmosferà si scaldò con la collega esagitata e prossima alla crisi di nervi. “Ad omnia paratus” aprii il mio cassetto da dove estrassi il fallo di plastica: “Marta..datti una calmata con questo!”.
    
    Questo gesto la placò, la fece quasi sedare sedendosi alla sua scrivania; le misi il vibratore ...