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Il Sequestro (Parte II)
Data: 12/06/2020, Categorie: pulp, Autore: Rot43
... e sapendo di non avere altro modo per aiutare il marito, se non sottoporsi alle angherie dei tre, chiese cosa dovesse fare. Gli occhi di Darko si illuminarono di una strana luce l’accondiscendenza di Rossana, lo esaltava, ormai era entrato in quella condizione in cui vederla sottomessa e impaurita, gli provocava un godimento irrefrenabile. Le sue lacrime erano per lui un premio per la sua depravazione e lo stimolavano a continuare. Perciò le ordinò di inginocchiarsi verso di lui. La donna completamente svuotata del suo arbitrio si inginocchiò : -Bene, ora gattona con la testa alta rivolta verso di me, fallo molto lentamente. Rossana iniziò a strisciare lentamente, come le era stato ordinato, ad ogni passo in avanti le sue enormi tette oscillavano piacevolmente, compiacendo i tre e ora anche Aslan si godeva in silenzio la scena dall'alto. Mentre percorreva i 4 metri che la separavano dai sui seviziatori, si sentì spogliata da ogni reazione e umiliata come un animale, ma soprattutto incapace di trovare una soluzione, intanto ben presto si trovò a metà del tragitto mentre quei porci applaudivano e commentavano come scimmie ammaestrate l’ondeggiare dei grossi seni. Procedeva a testa china, mentre dal suo bel viso sgorgavano delle lacrime che si infrangevano sul pavimento. : -Brava, Rossana! Era il grido che continuavano a ripetere all'unisono i tre, mentre dall'altra parte si udivano solo singhiozzi. Dopo pochi secondi la povera donna si ritrovò a carponi dinanzi al suo aguzzino, ...
... che abbassandosi all'altezza dell’orecchio sinistro, le sussurrò: : -Non devi piangere, non c’è né motivo, ci stiamo solo divertendo. Rimase ferma a pecora, per qualche istante, davanti al porco, non aveva il coraggio di alzare lo sguardo, ma non dovette attendere molto, infatti fu proprio lui a prendere iniziativa. Darko si abbassò e slacciò i suoi scarponi liberando i suoi piedoni dalle scarpacce sudice. Il puzzo raggiunse immediatamente l’olfatto della donna ai suoi piedi, tanto che dovette flettere il capo dall'altra parte per evitare di vomitare. Lo slavo scoprì il piede destro dal calzino e con eccitazione infilò il suo fetido piede tra i seni candidi e burrosi di Rossana. : -Cosa fai, ti prego, no! Esclamò lei, e cercò di ritrarsi provando ad alzarsi in piedi. Ma il porco l’afferrò con forza per capelli, impedendole di sollevarsi e la costrinse di nuovo in ginocchio davanti a sé. Le tette di Rossana non erano mai state tanto vicine alla faccia di un uomo diverso da suo marito. Lo sconosciuto le tirò i capelli e avvicinò il viso al suo; sul volto di Rossana scorreva la paura e questo eccitava enormemente lo slavo; finalmente aveva l’opportunità di castigare una donna bella, ricca e borghese come lei. Con violenza, le tirò i capelli in avanti, riportandola verso il basso. La caduta portò Rossana ad allargare le braccia in avanti per evitare di sbattere con la faccia per terra, riacquistando la posizione a carponi di prima. : -Brava questa è la tua posizione stanotte, in ...