1. 33. NELL'ARIA


    Data: 16/06/2020, Categorie: Etero Autore: tigrotta

    ... toccati per me��Lei ansimava, leggendo queste cose.�Sono eccitata, puoi sentire quanto lo sono?��Lo sento, tesoro, lo sei quanto me in questo momento��Lei chiuse gli occhi, mentre muoveva la mano dentro il perizoma umido e le sembrava veramente che fosse quella di lui, lasciva e calda.Anche lui si stava toccando; si strofinava l�asta con un movimento lento.�La tua bocca è su di lui, mi fai godere, sento la pressione del tuo seno schiacciato contro le mie gambe��Quanto poteva essere frustrante una chat erotica, senza avere la possibilità di guardarsi in viso, di sentire l�odore della pelle e di sfiorarsi a vicenda?Tanto.Ma in quel momento non le importava.Il suo cazzo era nella sua bocca, lei lo stringeva fra le labbra, gustandone il turgore e il sapore acre. Lo succhiava quanto più poteva, sentendolo vicino al piacere.�Vieni, piccola, vieni con me��Le sue dita si muovevano freneticamente sul clitoride, fino a farla esplodere, mentre l�orgasmo di lui le si riversava in bocca. Fu lo spazio di un attimo.Lei si ritrovò di colpo sola sul divano, mentre sullo schermo del portatile il cursore lampeggiava desolatamente.L�incanto era scomparso e la frustrazione li fece salutare in maniera sbrigativa e imbarazzata.Era chiaro, ormai. Lei sapeva che tutto questo non sarebbe potuto continuare a lungo.Andò a dormire con l�idea fissa di incontrarlo o di cancellarlo definitivamente dalla propria vita. Le vie di mezzo non le piacevano e quella situazione indefinita non le calzava più.Man ...
    ... mano che il tempo passava, le occasioni per chattare erano meno frequenti; la quotidianità li stava allontanando e lei si stava rassegnando a non incontrarlo più. Tuttavia non si decideva a cancellare ogni traccia di lui dalla propria vita.Un pomeriggio, mentre camminava in centro, sbirciando distrattamente dentro una vetrina, lo vide. Stava provando un abito elegante e sembrava solo. Il cuore cominciò a batterle forte in petto e una vocina nella testa le suggerì che quello era il momento che stava aspettando.Per fortuna era piuttosto in tiro, elegantemente inguainata in un tailleur scuro e avvolta in un foulard grigio e in un cappottino nero. Entrò nel negozio e con aria indifferente passò in rassegna alcune maglie impilate su uno scaffale. Lui non si era accorto della sua presenza, era assorto nella prova dell�abito. Fu lei a salutarlo, con un sorriso raggiante, che lui ricambiò, appena la vide.Le strizzò l�occhio e le fece un cenno con la mano, chiedendole di aspettarlo, mentre si cambiava nuovamente, tornando a indossare i suoi jeans scuri e la giacca sportiva. Lei aspettò pazientemente. Lui andò alla cassa, pagò l�acquisto e insieme uscirono dal negozio.�Ti offro un caffè!� propose gentilmente lui.�Grazie, ma sono in autobus, ho paura di perdere l�ultima corsa.��Non preoccuparti, facciamo una cosa veloce, dai, così parliamo un po�!�Lei accettò; come avrebbe potuto rifiutare? Era da tanto tempo che attendeva un�occasione come quella; lui era bello, le piaceva tanto e ...