1. 33. NELL'ARIA


    Data: 16/06/2020, Categorie: Etero Autore: tigrotta

    ... l�attizzava come pochi. Lo seguì in un bar poco lontano.�Sei davvero splendida!� si complimentò lui, una volta seduti ad un tavolino.Lei abbassò lo sguardo un istante e ringraziò. Essere uno di fronte all�altra era imbarazzante per entrambi.Decise di affrontare immediatamente l�argomento. Alzò gli occhi su di lui e disse: �Sai, è davvero buffo trovarsi faccia a faccia, dopo le cose che abbiamo combinato in chat.�Lui la guardò con una luce indecifrabile nello sguardo.�Vero. E� strano, imbarazzante e anche frustrante.��Perché dici così?� lo interrogò lei.�Perché, come ti ho spiegato tante volte, non posso, non ho alcuna intenzione di tradire mia moglie, mi sentirei un verme e non potrei più guardarla in faccia.��Tu la stai già tradendo��, mormorò lei, cercando di camuffare la delusione.Ci fu qualche secondo di silenzio, in cui lui sospirò vistosamente.�Tu dici che è tradimento�può darsi. Ma, sicuramente, tradirla completamente non mi farebbe certo sentire meglio.� Nel suo tono di voce, fermo e inamovibile, lei vide sfumare ogni tentativo di fargli cambiare idea.Le parve inutile insistere sull�argomento. Cominciarono a dialogare di cose neutre, poco interessanti, come nulla fosse, come se non si fossero mai desiderati, come se le loro chat bollenti non fossero mai esistite. Lei si sentiva ridicola, fuori posto e di troppo, al cospetto del muro di imperturbabilità che lui aveva innalzato. Non era così che lei aveva immaginato il loro incontro e cominciò a pentirsi di essere ...
    ... entrata in quel negozio. La sua era stata presunzione, non poteva fargli cambiare idea, non ci sarebbe mai riuscita, nemmeno di persona, nemmeno con tutto il proprio fascino. Lui era un osso duro e probabilmente era proprio questo che la colpiva. Eppure quelle chat le avevano fatto credere che lui potesse sciogliersi come neve al sole; le era sembrato appassionato, eccitato e audace. La delusione stava lasciando posto alla rassegnazione. Non sarebbe mai stato suo, nemmeno per un attimo.Le cadde l�occhio sull�orologio.�Accidenti! Rischio di perdere l�ultimo autobus per tornare a casa! Meglio che vada!��Ti accompagno alla fermata. Sta facendo buio��Uscirono dal bar e silenziosamente si avviarono con passo spedito per le vie semideserte della città. A pochi metri dalla fermata, videro i fanalini di coda dell�autobus, che si allontanava.�Accidenti!�, sbottò lei con un gesto di stizza. �L�ho perso!��Mi dispiace�ti accompagno io a casa. E� stata colpa mia e voglio rimediare!� La tranquillizzò lui.�Ma tu dovresti andare, tua moglie ti starà aspettando.��In realtà questa sera a casa non c�è nessuno che mi aspetta. Mia moglie ha portato i bambini da sua madre, per il fine settimana. Quindi posso accompagnarti, non c�è alcun problema�.�Ok, come vuoi. Grazie, non mi va proprio di fare tutta la strada da sola, a piedi, con questo freddo.�La macchina era poco distante. Lui le aprì lo sportello, come un galantuomo di altri tempi. Lei gli sorrise e salì a bordo dell�auto, che odorava vagamente ...