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33. NELL'ARIA
Data: 16/06/2020, Categorie: Etero Autore: tigrotta
... di vaniglia.Ricominciarono a parlare. La voce di Marcella Bella in sottofondo e le luci soffuse del cruscotto rendevano l�abitacolo del veicolo estremamente intimo. Lei cercò di non pensarci, sforzandosi di non guardare la mano grande di lui impugnare decisa il cambio dell�auto, in un movimento che trovava estremamente erotico.Fissò un punto dritto davanti a sé, fuori dal parabrezza, per farsi ipnotizzare dai fari dei mezzi che correvano loro incontro. �Siamo arrivati, gira a destra in fondo alla strada!�Lui svoltò, fermò l�auto e spense il motore. Quello era il momento più difficile. Lei si domandò quale fosse il modo migliore per salutare un uomo che si scopava in chat, ma che in realtà non l�aveva mai sfiorata con un dito. Lo guardò in viso, e, senza dire nulla, si protese verso di lui e gli sfiorò la guancia con le labbra.�Tu sei pericolosa��, mormorò lui con un filo di voce, quasi a volerlo pensare e basta.�No, non lo sono, non potrei mai farti del male�� , sussurrò lei con un sorriso disarmante.�Non intendo questo. Tu sei pericolosa, perché mi piaci, perché sei una tentazione. A cui io non posso cedere!� Esclamò lui, abbassando lo sguardo.�Guardami!�, gli ordinò lei bonariamente. �Basta farsi sensi di colpa! Non servono a nulla, se non a rendersi grigia la vita. Non immagini quante sere io ti avrei voluto con me, perché godessimo insieme. Ora siamo qui, tu ed io da soli. Facciamo qualcosa di male, se ci prendiamo ciò che abbiamo desiderato tante volte?� La sua ...
... espressione interrogativa attendeva risposta.�Vorrei�vorrei davvero scoparti, qui, ora, subito, ma non posso�� rispose lui, sviando lo sguardo.�Non riesci a guardarmi negli occhi, mentre lo dici, non sei convincente neppure con te stesso.�Lei si protese nuovamente in avanti, ma questa volta, invece della guancia, gli sfiorò le labbra.�Scopami, ti prego, ti voglio così tanto...altrimenti, se non mi vuoi, cacciami via ora e non cercarmi mai più!�Lui la guardò e restò in silenzio. In quel momento non riusciva a dire nulla, nulla che gli sembrasse sensato. Lei abbassò lo sguardo e si scostò da lui. Aveva un nodo in gola e riuscì a dire soltanto: �Ok, come vuoi��Si voltò e scese dall�auto, sparendo in casa. Una volta dentro, pensò che in fondo fosse meglio così. Quella faccenda cominciava a diventare frustrante, aveva ragione lui. Eppure provava un po� di rimpianto, per ciò che non c�era stato. Accese lo stereo, si fece una doccia e indossò una t-shirt bianca che arrivava a metà coscia. Si mise comoda sul divano con il portatile e, suo malgrado, sbirciò la chat, per verificare se lui ci fosse. Delusa, rimase lì, a fissare un attimo il suo nome, mentre dallo stereo giungevano ancora le parole sensuali della canzone di Marcella Bella.�Non è possibile!� esclamò lei, abbassando di botto il coperchio del portatile. Si sdraiò, sospirando, lasciandosi avvolgere dalle note di quella canzone, che tanto calzava col suo stato d�animo. Chiuse gli occhi e si ritrovò a canticchiarla.��aria,quasi manca ...