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Il fallo nero - parte i
Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: ErosLife
... raggiunto tutte le altre. Per ogni candela il filo circondava con un paio di giri lo stoppino, proseguendo come una miccia su tutte le restanti candele. Realizzai che Eleana non sapeva quando né chi avrebbe incontrato ma aveva pianificato quell'incontro da tempo... Sul soffitto vi erano delle insenature naturali dalle quali potei dedurre che potesse passarci dell'aria, i movimenti delle fiamme delle candele ne erano con ogni evidenza influenzati, come se la roccia fosse viva e stesse respirando. Un respiro irregolare ma posato e deciso che garantiva all'ambiente un aria salubre. - Vieni! - Mi disse dolcemente mentre si levò la vestaglia fradicia e a carponi saliva sul palco. Vi si addentrava con una grazia e femminilità disarmante ed io ero ipnotizzato da quei fianchi e cosce in movimento. La seguii e non potei fare a meno di ammirare quel culo splendido che si muoveva sinuoso e deciso, ma decisamente impazzii quando tra le pieghe del suo costume potevo scorgere a grandi linee la forma della sua bellissima vulva. Erano evidenti i tratti di una figa carnosa e sporgente. Quasi al fondo della stanza ad un tratto si fermò, si volse verso di me e rimase seduta. Io feci altrettanto e mi misi di fronte a lei. Poi, preso dall'eccitazione, la presi per le gambe e la tirai lentamente verso di me, allargai le se sue gambe, afferrai le sue cosce e l'adagiai di fronte e vicinissima a me. Sistemai la mia verga eccitata e pulsante sul suo ventre caldo, separata dalla sua pelle ...
... soltanto dal quel costume ancora fradicio. Dalla punta del mio cazzo potevo sentire il suo ventre muoversi sinuoso ed eccitato in una danza a tempo col suo respiro. Lei mi assecondava. Baciai le sue labbra carnose con delicatezza e queste si muovevano all'unisono con le mie, potevo avvertire il suo respiro caldo e voglioso sulle mie guance. Indugiai sulle sue labbra con profonda gentilezza e dolce armonia per diverso tempo, fino quando potei riavere il pieno controllo del mio uccello. Ero lì, lì per venire da tempo e non volevo certo deluderla, dovevo diminuire la tensione. Tutta quella insolita situazione mi aveva sovraeccitato, temevo di essere come un adolescente che spruzza a destra e a manca ad ogni piccolo stimolo. Una volta ristabilito il controllo, decisi di accarezzarle i fianchi mentre con la mia bocca baciavo il suo collo. L'odore della sua pelle calda era inebriante. Lei mi abbracciava e si godeva ogni millimetro dei miei movimenti. Quando il suo respiro si fece più incalzante, tornai sulle sue labbra per respirare il suo respiro e cominciai ad assaggiarle dolcemente con la mia lingua: che gusto e che forma unica, pensai! Poi le nostre lingue s'incontrarono fondendosi in una dolce e armoniosa lotta, mentre dolcemente le accarezzavo il seno indugiando ogni tanto su quei spettacolari capezzoli sporgenti che, con ogni evidenza, non volevano più essere costretti in un costume bagnato... Con ogni evidenza desideravano l'aria e il mio sapiente tatto. Quando sentii ...