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Il fallo nero - parte i
Data: 17/06/2020, Categorie: Etero Autore: ErosLife
... semplicemente desideroso di annunciare al mondo la mia presenza. Mi raggiunse al cancello e mi scostai indietro qualche metro. Dopo pochi secondi scorsi da lontano una figura, era visibilmente una donna dai lunghi capelli neri e lisci. Era vestita tutta di nero, indossava una gonna di velluto e un maglione aderente. Mi fissava da lontano. Feci un cenno con la mano al quale non rispose, poi, ad un tratto, cominciò a venire verso di me. Sentivo la situazione complicarsi. La cosa stava prendendo una piega seriosa più che gioviale, come invece mi sarei aspettato. Lei si muoveva con classe o forse sarebbe meglio dire con un portamento sicuro e deciso ma pur sempre estremamente femminile. I suoi fianchi ondeggiavano sinuosi senza vezzo, le braccia erano morbide e rilassate ma rigorosamente al loro posto. E poi le spalle, di una nuotatrice, distese e perfettamente allineate con i fianchi: sembrava un'amazzone, discesa da un imponete cavallo nero. Era poco più alta di me. Non potevo ancora vedere il colore dei suoi occhi ma sempre più si potevano scorgere i lineamenti del suo corpo e del suo viso. Aveva un naso e delle labbra importanti e degli zigomi pronunciati ma nulla a che vedere con la chirurgia. I fianchi sbocciavano orgogliosi da una vita stretta ma tutt'altro che esile. Portava degli stivali neri con un tacco evidente ma non troppo alto, ad ogni modo sexy senza essere vistoso. La donna si voltò indietro per un secondo, per dare un'occhiata a non so che cosa e in ...
... quell'istante potei notare che aveva un seno a dir poco enorme, non percepibile di fronte e da quella distanza per via del maglione nero. Che visione!! Mentre si avvicinava sempre più potevo incominciare a scorgere quelle piccole ma intense vibrazioni del seno causate dall'andatura, che prima non vedevo. E le anche, che scuotevano con naturalezza fianchi e cosce, mi davano l'idea di un direttore d'orchestra che dà vita alla sinfonia di un corpo di donna in movimento. Era pieno inverno e sentivo l'aria scottare... Quando la donna giunse di fronte a me mi salutò con espressione neutra e il cane smise di abbaiare. Ricambiai il saluto con un formale "Buongiorno", seguito da un sorriso ammaliante ma nulla di troppo esplicito che tradisse il mio stupore per quella visione. Fui semplicemente gentile. Aveva un volto unico o sarebbe meglio dire difficilmente riconducibile ai classici cliché. Gli zigomi e il naso pronunciati mostravano un viso prominente ma dolce e sinuoso nel suo insieme. Gli occhi erano di un verde smeraldo mai visto. Il contorno degli occhi e la fronte lasciavano intravedere un aspetto vissuto ma ben celato, non era più una donna giovanissima, avrà avuto tra i quarantacinque e i cinquant'anni, ma aveva tutte le carte in regola per essere una Dea! E quegli occhi ne erano la prova! Banalmente mi chiesi cosa ci facesse una creatura così particolare in un posto così isolato. - Come posso aiutarla? - mi chiese. Le risposi che ero venuto per l'annuncio, per ...