1. Predatore. O preda


    Data: 20/06/2020, Categorie: Etero Autore: karenin80

    ... afferrai la mammella. Afferrai...�Afferrare� &egrave forse poco. Iniziai a giocare con il suo capezzolo più per farle male che per darle piacere � eppure tutto ciò non faceva altro che esaltare l'orgasmo in cui era ancora immersa.Smisi, mi fermai. E, sbrigativamente, me ne andai.Perché, mentre lei gridava di dolore e di piacere, io mi rendevo conto di provare a mia volta piacere per la prima volta da molto tempo � forse da sempre. Non era il piacere del sesso, non era nemmeno il piacere di una diversa forma di amore. Era il piacere del dolore, del dare dolore fine a sé stesso. Niente di più.Forse quel guizzo di razionalità mi tenne lontano da conseguenze peggiori. Forse.Comunque sia: dopo quella sera non solo non vidi più Laura, ma non ebbi più rapporti veri e propri per molto tempo. Quando sentivo il bisogno fisico del sesso, e ogni tanto capitava, mi organizzavo con una �professionista�: fatto ciò che il testosterone comandava, via e grazie tante. Portafogli più vuoto, ma anche cervello più libero. Non me ne vanto, né lo concepisco come un'onta od una vergogna: quegli anni strani li passai così, fra Padova e Graz, dove sarei dovuto andare solo in Erasmus e dove, alla fine, andai a specializzarmi in Medicina Interna.2009: proprio mentre iniziava il flusso di specialisti italiani all'estero, io tornavo in Italia. Controcorrente? Più che altro controvoglia. Ero specialista, ed avevo vinto un dottorato con due sedi, una a Salisburgo ed una a Bolzano. Avrei fatto carte false ...
    ... per vivere a Salisburgo: il destino mi spedì a Bolzano. Quando il mio fascicolo finì sulla scrivania del Direttore, questi notò che provenissi dal veneto, ed il caso voleva che il mio compagno di ciclo fosse austriaco di Innsbruck. Senza renderci partecipi della scelta, mandò l'Italiano in Italia e l'Austriaco in Austria. Scontentando entrambi. Ma di Gert vi parlerà lui, se mai ne avrà voglia.Torniamo a noi.Avevo preso casa a Bolzano : un piccolo appartamento nella periferia meridionale, non troppo lontano dall'uscita del Brennero. Piccolo � in realtà, fin troppo grande per le mie esigenze. Passai le prime settimane ad arredarlo secondo i miei gusti, senza badare troppo alla spesa: ero ben pagato e non avevo altre spese, se non quelle occasionali di cui vi ho già detto. Spendere due soldi in più per la casa non mi pesava affatto: dico di più, mi faceva sentire in qualche modo realizzato. Fui così tanto preso dall'appartamento che solo due mesi dopo il mio trasferimento iniziai ad esplorarne i dintorni. In breve tempo, la caffetteria H� diventò il mio rifugio. Sono abitudinario, in queste cose: quando trovo un posto che mi piace, lo faccio mio. Lo scruto, fino a conoscere ogni difetto di ogni parete. Lo frequento alla nausea, cercando di sedermi sempre allo stesso tavolo, di ordinare gli stessi piatti � giorno dopo giorno.Ecco perché di Greta mi accorsi subito. D'altra parte, non notarla sarebbe stato più che miope � colpevole. Arrivò all'inizio di ottobre, nuova cameriera nel ...