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Predatore. O preda
Data: 20/06/2020, Categorie: Etero Autore: karenin80
... costretta a venire a casa mia!�Greta si fermò. Mi guardò negli occhi accompagnandosi con una smorfia sempre più divertita.�Sta bene: fammi strada.�Con la testa annebbiata dall'improvviso ed inatteso successo di quelle avances tutt'altro che raffinate o ben calcolate (ma del resto, è l'improvvisazione che regge il mondo), la condussi verso il mio appartamento.Prendemmo l'ascensore: non mi andava di farmi notare in compagnia per le scale. Non che volessi nascondere Greta � volevo nascondere me stesso ed i miei interessi dai vicini, tutto qui. Una scelta sulla quale il destino aveva già deciso da parecchio tempo.O meglio, più che il destino una bionda ragazza ungherese di vent'anni.Non appena le porte si chiusero, lei appoggiò la schiena contro il mio corpo. Con un movimento rapidissimo, e quasi impercettibile, fece strusciare le sue natiche contro il mio membro. La sua reazione spiegò le mie intenzioni più precisamente di qualsiasi dichiarazione giurata.Greta si girò: il sorriso giocoso aveva lasciato spazio a ben altro. Il suo volto era stravolto, e conoscevo la ricetta segreta di quel cambiamento. La lussuria, il desiderio, bruciavano dentro di lei come una fiamma ardente, che illuminava i suoi occhi ed il suo bel viso.Spinse il suo seno contro il mio petto e, con la destra, carezzò il mio membro.Ci baciammo. Continuammo a baciarci mentre aprii la porta, mentre la chiusi, con un certo impaccio. E poi ancora mentre iniziammo a spogliarci.Ci staccammo per un attimo: ...
... lei mi intimò di fermarmi.Mi fece sedere su una poltrona e, senza dare ulteriori spiegazioni, iniziò a spogliarsi lentamente. Non propriamente uno spogliarello � ma i suoi abiti sparirono uno dopo l'altro con una misuratissima lentezza che esaltava il mio desiderio.Quando rimase in reggiseno e mutandine, non mi trattenni più. Mi alzai in piedi e, abbassati di colpo i pantaloni, la afferrai e la feci delicatamente scendere sul pavimento. Il riscaldamento a pavimento, probabilmente, è stato inventato anche per queste cose.Le tolsi il reggiseno, ed iniziai a baciare i suoi capezzoli che sentii diventare sempre più duri e sporgenti. Ebbe un sussulto, con la schiena che si inarcava di colpo spingendo il pube contro il mio.�Prendimi, subito...� sussurrò, come se non potesse più resistere a qualcosa che si era acceso in lei. Obbedii.Le tolsi le mutandine, feci lo stesso con i miei boxer: non appena ebbi finito, una mano tremante afferrò il mio membro ed iniziò a guidarlo verso di sé. La lasciai fare e lei, d'un tratto, iniziò a scuoterlo, prima lentamente, poi con vigore, come se stesse cercando di fermi venire fuori dal suo corpo. Prima che potessi reagire, mentre un brivido già mi attraversava la schiena dalla testa ai piedi, lei l'accostò alla sua vulva e mi afferrò le natiche ora nude.Non dissi nulla, non disse nulla.La penetrai di colpo, senza fatica: mi aspettava, mi voleva quanto io desideravo averla.Ci avvinghiammo l'uno all'altra come se i nostri due corpi volessero ...