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Predatore. O preda
Data: 20/06/2020, Categorie: Etero Autore: karenin80
... turno serale: faceva sempre e solo quello, dalla domenica al venerdì, con l'eccezione del solo sabato sera. Bionda, bella e alta: non la descriverò nel dettaglio né per pigrizia né perché l'abbia dimenticata. Semplicemente non sarei capace di mettere sulla carta (virtuale o meno) i suoi azzurri, il suo sguardo, il suo muoversi elastico ed elegante da un tavolo all'altro, quasi senza fatica � né la dolcezza e la misura che metteva in ogni gesto, anche quello più insignificante.L'avete capito: a 28 anni mi resi conto di essermi nuovamente interessato ad una donna. Decisi di conoscerla � volli conoscerla al di là del �buongiorno / buonasera�. Dopo un mesetto dal suo arrivo ed appena resomi conto del mio reale interesse per quella donna, presi l'iniziativa.Decisi di andare alla caffetteria molto più tardi del solito: sapevo che a quell'ora, a ridosso delle 21, cioè dell'ora di chiusura non ci sarebbe stato nessuno. Avrei avuto occasione di farle qualche domanda e scoprire se valesse la pena approfondire la conoscenza.Come previsto, la caffetteria era vuota e Greta stava pulendo la macchina del caffè. Mi sorrise:�Non pensavo saresti venuto�, mi disse subito, in tedesco � lingua che parlava con un lievissimo accento straniero, che non riuscivo ad identificare.�Ti vedo qui tutte le sere, alle 19 in punto� ci ho fatto caso, sai?� scherzò.�Non fraintendere�, proseguì: �qui gira parecchia gente, sempre � ma ...��Ma solo questo furbacchione si siede al terzo tavolo da ...
... sinistra alle 19 in punto, ordina sempre lo stesso caffè americano e gli stessi biscotti danesi e legge gli stessi giornali ...��Sì, anche se mi hai fatto perdere una scommessa� l'altro giorno non hai letto la Gazzetta dello Sport...�Sorrisi: �Esatto � dopo aver visto l'Inter in TV non avevo voglia di farmi del male con i titoli dei giornali��Al mio sorriso, lei rispose con una risata. Ora che, soli, potevamo parlarci e guardarci meglio, ne studiai meglio il fisico asciutto, ma comunque morbido, tornito e muscoloso, praticamente perfetto.Parlammo, fino alle 22: ritardò la chiusura di qualche minuto e, complice il vuoto pneumatico di nuovi avventori, la aiutai ad abbassare la serranda senza badare troppo ad apparenze od all'accelerazione improvvisa di quel nostro incontro.Capii la ragione dell'accento: era ungherese, ed aveva vent'anni esatti. Studentessa in Erasmus, aveva preso quel lavoro serale per conciliarlo con gli studi. Se prima mi aveva interessato, in quel momento mi piacque.�Posso darti uno strappo a casa?� le chiesi, senza nemmeno rendermi conto di ciò che stavo dicendo.Istintivamente nascose il sorriso dietro la mano.�Direi che a questo punto potresti offrirmi da bere!� scherzò, divertita dalla mia reazione. E, soprattutto, dall'improvviso imbarazzo che il mio corpo e la mia voce trasmettevano: me lo disse apertamente.�Ma certo!� esclamai, deciso a rilanciare �ma visto che da queste parti ci sono solo fumose birrerie, se vuoi qualcosa di più raffinato sarai ...