-
50 incredibili secondi: la visita di controllo di emanuele - leo (spin-off)
Data: 20/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... la sua mano erculea la riporta dov’era, allungandomi una sculacciata: “Non ti è permesso… Se non te lo dico io…” Non capisco. Non capisco, ma non me ne importa. Essere impalato da quell’uccello è la cosa che più conta ora! La monta continua fino a che non mi sento sussurrare: “Sto per venire… Sto per venire…” “Lo faccia Padrone!” “Implorami di farlo dentro di te…” “Signore… Signor Padrone, le chiedo. Anzi, la imploro di sborrarmi nel culo!” Non se lo fa ripetere due volte. È oscenamente scatenato: sento una parte dei fiotti inondarmi le viscere ed il resto annaffiarmi i peli del culo ed il buco da cui è appena uscito. Incredibile! Assolutamente incredibile! Mi volta. Il liquido denso e caldo mi cola lungo le gambe. Mi afferra l’uccello: “Chiedimi di farti venire…” “Signore, per favore vorrei che mi facesse venire…” Sorride. Sorride beffardo. Lo sguardo tenero che ho visto in sala d’aspetto ha lasciato il posto a questa maschera terrificante, ma che a suo modo mi eccita forse più della dolcezza di prima. Mi aspetto un’azione violenta ed invece lo massaggia lentamente e con precisione. Gemo, sussulto: non resisto più! La velocità del massaggio aumenta. Aumenta ancora. Il mio piacere esplode improvviso, colandomi lungo l’asta e la sua mano mentre mi bacia con rabbia, passione e chissà che altro ancora. Allontana la bocca, avvicina la mano: “Lecca. E pulisci tutto per bene…” Meccanicamente eseguo: “Bravo! Bravo così, non deve ...
... restarne nemmeno una goccia.. Ingoia! Ingoia tutto... Così, bravo!” Il suo sapore mischiato a quello acidulo del mio seme mi ottenebra la mente. Davvero a stento riesco a credere a quanto sono riuscito a fare. E credo non sia ancora finita. Mi lascia libero. Riprendo fiato per un istante e cerco di darmi una ripulita dal seme rappreso lungo le gambe. Lo vedo fare la stessa cosa, con una piccola differenza: il suo pene si mantiene in erezione. È ancora duro, non ha voglia di riposarsi! Me lo indica con lo sguardo: “Sai cosa devi fare, vero?” “Sì, Signor Padrone…” mi avvicino e generosamente, prendo a masturbarlo. Deciso, goloso e rapido. Mi guarda soddisfatto: “Ancora non basta...” Capisco subito. Mi piego e torno a succhiare quella mazza dura. L’idillio è interrotto bruscamente: un suono. È il mio cellulare: “Vai pure a prenderlo..” sorride malizioso. Guardo la chiamata: “Sono i miei. Saranno venuti a prendermi…”. Il telefono smette di suonare. “Posso…” “Assolutamente no! Finisci il lavoro iniziato!” Un po’ preoccupato torno a succhiargli l’uccello: “Non avere fretta – mi redarguisci, sollevandomi con violenza la testa – te ne andrai quando sarò io a decidere, chiaro?” “Sì, sì Signor Padrone” e mi dedico con foga a regalargli un piacere che lo porta alle stelle: poche pennellate di lingua e lo sento venire dentro la mia bocca. La sborra scende in gola, ingoio tutto. Lecco le gocce che sono sulla cappella e torna ad infilarmelo in bocca ...