1. 50 incredibili secondi: la visita di controllo di emanuele - leo (spin-off)


    Data: 20/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear

    ... per un'altra lappata.
    
    Mi solleva e mi guarda, sorridente: “Vedo che stai imparando a servirmi a dovere - mi sussurra baciandomi – bravo! E adesso girati…”
    
    Guardo verso il basso: non posso crederci! Ce l’ha ancora duro.
    
    Di nuovo il mio cellulare:
    
    “Vai!” e mentre mi chino per prenderlo dalla borsa, sento le sue mani serrarmi i fianchi. La cappella che punta e che, violenta come la prima volta, mi impala senza pietà. Mi manca il fiato, ma lui implacabile mi ordina:
    
    “Ora puoi rispondere…” e lentamente prende a stantuffarmi.
    
    “Pron… Prontoooh… Sì, siiii… Papà, papà...”
    
    Una pacca violenta mi sferza una chiappa: “Cerca di non mugugnare come la troia che sei… Stai parlando con tuo padre dopotutto!”
    
    Faccio davvero fatica a mantenere il contegno richiesto. I colpi che vibra sono animaleschi e solleticano la mia povera prostata all’inverosimile e, soprattutto, senza pietà alcuna.
    
    Tutto sommato credo di essere riuscito a convincere mio padre che va tutto bene e di avere un attimo di pazienza: tra poco mi consegneranno i documenti e scenderò per tornar a casa. E… Il fiatone?! Colpa del saliscendi per l’elettocardiogramma sotto sforzo.
    
    Mentre sono ancora al telefono, sento la sua mano sul mio pene: mi sta masturbando. Vuole mettermi ulteriormente in difficoltà. Chiudo in fretta la chiamata. Mi strappa il cellulare e scaraventa nella borsa.
    
    Gli ultimi colpi che vibra mi sconquassano letteralmente: mai provato tanto dolore e tanto piacere in una sola ...
    ... volta:
    
    “Ti piace, eh!? Ti piace sentire la mia nerchia dentro questo buco stretto stretto, vero!? Vero!?”
    
    “Sì, sì Signor Padrone. Mi piace… Mi piace da impazzire… Da impazzire… La prego, non smetta. Non smetta, la supplico!”
    
    “Sta tranquillo, non lo farò! Almeno fino a che non avrò finito…”
    
    E quei brevi momenti sembrano durare un’eternità. Si sfila.
    
    Mi gira. Lo guardo: è semplicemente stupendo. Uno sconosciuto assolutamente divino e potente. Mi attira a sé, stringendomi. Inizia a masturbarsi. A masturbarci.
    
    Mi incita: "Dai vieni, piccola troia che non sei altro! Sborra, fammi vedere quanta c'è ne ancora dentro alle palle ! " Lo prende in mano con me ed insieme, continuiamo quella splendida sega a due mani... Sborro, spruzzo a destra e a sinistra, soffocando l'urlo che mi sale dalle palle... Lo lascio a lui, che continua, eccitato come non mai, a masturbarsi: lo tira, lo stira, ci gioca.. toglie le ultime gocce sulla cappella stringendolo con le mani.
    
    Mi fa chinare ancora una volta. L’aria viene infine squassata da un urlo animalesco: viene anche lui. Sulla mia faccia. Sulla mia bocca.
    
    Poi, mentre mi aiuta a rimettermi in piedi, mi ordina: “Dammi il cellulare!”
    
    Lo vedo armeggiare per qualche istante e rendermelo:
    
    “Ora ho il tuo numero di telefono. E tu il mio. Non potrai usarlo. A meno che non sia a chiedertelo. Ti voglio come schiavo, penso tu l’abbia capito. Ti lascio qualche giorno per pensarci: se quando ti richiamerò risponderai, sarai mio. ...
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