1. Sodoma!


    Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark

    ... mano che entra fino al polso. Per me è fuori di testa.
    
    Rimase indifferente. Per lei era astrologia.
    
    - Poi, accendo lo stoppino – continuai - e lascio che la cera bollente scenda fino a scorrere al buco del culo.
    
    - Ma scotta!
    
    - Sì, ma è al limite giusto. Fa contorcere il soggetto senza provocarsi danni.
    
    Annuì e uscì dalla stanza. La seguii. Guardò il salotto e guardò le scale di cui le avevo parlato.
    
    - Deve essere sconcia la donna che sale sulla scaletta… con la candela nel culo…
    
    Aveva usato la parola culo… Quindi stava per accettare.
    
    - Devo ammettere che il tutto mi eccita da morire, – confermai. – Te l’ho detto che lo faccio perché mi piace.
    
    Poi le venne un dubbio e si girò a guardarmi in faccia.
    
    - Le chiavi? – Domandò con un termine volutamente maschile, indicando la camera delle due ragazze.
    
    - Ma scherzi? Sono donne di un mio amico. Lui le chiaverà. Anzi, dopo le inculerà pure.
    
    - Cioè, – aggiunse maliziosa, – a te basta solo sodomizzarle con una candela, spupazzolartele in giro, frustarle, pizzicarle e masturbarle?
    
    - No, alla fine le inculo. Fa parte degli accordi anche con l’amico che me le ha affidate. È per vedere se ho fatto un buon lavoro…
    
    Temetti di averla persa. Ma mi aveva proprio eccitato parlarle così.
    
    - Se cominciamo lunedì, quando potremmo finire?
    
    Fantastico, stava per accettare…!
    
    - Te l’ho detto. Ci vogliono 15 sedute. Almeno dovrebbero bastare. Ma prima ti devo visitare.
    
    - Quando?
    
    - Non adesso, devo ...
    ... finire la performance con le due di là.
    
    L’idea di sapere che le due stavano attendendomi con i ceri nel culo la turbarono e tirò a lungo la chiacchierata per allungare la loro sodomia.
    
    Poi se ne andò, dicendo che mi avrebbe telefonato.
    
    Alla fine si decise. Mi telefonò il sabato per dire che era d’accordo a sottoporsi al trattamento, ma aveva delle condizioni.
    
    - Devo poter sospendere in ogni momento.
    
    - Pienamente d’accordo.
    
    - La frusta l’approvo solo dopo la prima applicazione.
    
    - Altrimenti passiamo ai pizzicotti?
    
    - D’accordo. E comunque senza lasciare segni.
    
    - Bene. Altro?
    
    - Stessa cosa per l’accensione dello stoppino. Se non mi va la cera bollente, non lo fai più
    
    - OK.
    
    - Se non bastano due settimane, puoi farne una in più?
    
    - Certo, mi basta saperlo, così mi gestisco con le altre... pazienti.
    
    - Bene. A lunedì alle 19 allora.
    
    - Aspetta, ho anch’io una condizione.
    
    - Tu hai una condizione?
    
    - Sì, - dissi. – L’ora che passi da me la fai in piena sudditanza. Io sono il padrone e tu la schiava. La volta dopo puoi non tornare più, ma l’ora la voglio passare in piena disponibilità, fatte salve le tue prescrizioni. Lo faccio per divertirmi e mi diverte questo tipo di approccio.
    
    Ci pensò
    
    - Non sei un po’ troppo esigente? – Disse poi.
    
    - Sono l’unico che dà risultati in breve tempo senza mettere a rischio l’incolumità della gente.
    
    Ci pensò ancora un attimo, domandandosi se non fosse il caso di mandarmi al diavolo.
    
    - Sei un ...
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