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Sodoma!
Data: 24/06/2020, Categorie: Etero Autore: Honeymark
... quello destro. Si stava rilassando, ma quando le presi la vulva in mano, ebbe una reazione spontanea. Strinse il culo quasi fino a strizzare la candela. Ottimo. Si bagnò in breve, al punto che il lubrificante non mi sarebbe servito per il resto della seduta: lo avrei attinto da lì. Pompai in giù e in su la candela, come se volessi riempirmi la mano sulla vulva di secrezioni vaginali. Quindi le sfilai i cuscini di sotto la pancia e la feci distendere pancia sotto. Le strinsi le gambe e la candela tese a raddrizzarsi. Le portai le mani dietro la schiena e gliele legai con due cinghiette di cuoio. Sono molto comode perché non fanno male e le sciogli in fretta. Poi le misi un collare e la feci alzare. Non le misi il guinzaglio, ma la tenni con una mano alla candela e una al collare. La portai davanti alla mia scrivania in modo che girasse il culo alla mia poltrona. Poi le diedi due palpate corpose alle tette. Vedendola reagire, la avvisai. - Se ti lamenti devo imbavagliarti. Annuì. Allora presi tre mollette da bucato e le gliele strinsi ai capezzoli e al clitoride. Quindi andai a sedermi alla scrivania per godermi lo spettacolo di lei che si contorceva piano. Le mollette non fanno male, ma se le lasci per un minuto, ti sembra di morire. Passato poco più di un minuto, le tolsi. Presi il frustino e la colpii alle natiche. Gemette un attimo, ma così l’avevo rimessa in sesto, dimenticando le mollette. So che si era domandata se continuare o no. Ora potevo passare ...
... alla prova successiva. Le ripide scalette. Le liberai le mani da dietro e gliele fissai al collare con le cinghiette sul davanti. Salire le scale poteva essere pericoloso con le mani dietro e con una candela nel culo era decisamente da evitare. Così invece poteva aiutarsi con le mani, anche se doveva farei conti con il collo. La portai alla scala. - Forza, - le dissi. – Fai con calma ma Sali le scalette. Lei sapeva che per me sarebbe stata una scena di un erotismo unico e per questo esitò un po’. Ma quando sentì il frustino poggiare alla base delle natiche, si fece forza e salì uno scalino alla volta. Io rimasi dietro a guardare i glutei che mentre saliva spostavano la candela a destra e a sinistra, spostando con sé la vulva. Avevo un’erezione fantastica e pensai che fosse un delitto non poter fare sesso con lei. Ma io non ho mai tradito le promesse. L’ultimo scalino per lei fu molto faticoso perché non sapeva dove tenersi, viceversa, per me era fantastico guardarla e la candela faceva il suo fantastico lavoro. Quando arrivò in cima sembrava pronta per la monta. Beato il suo fidanzato… La lasciai riposare un po’, accarezzandole le natiche e la fessura per farla rilassare. Ma sapevo che già adesso la presa dell’ano sulla candela si era affievolita. Scendere fu più difficoltoso, per cui decisi di non infierire altro. Mi limitai a portarla in camera da letto e a farle le ultime operazioni della prima seduta. Le legai nuovamente le mani dietro la schiena ...