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Il matrimonio
Data: 24/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed
Le persone che si sposano in estate hanno davvero qualcosa che non va. Specialmente se il matrimonio è nella calda Sicilia. E’ questo quello che pensai quando ricevemmo l’invito al matrimonio di una cara amica di mia madre. Non potei usare la scusa della sessione estiva, dato che il matrimonio era i primi di Agosto, quindi fui costretto a partire anche io. Arrivati a Palermo prendemmo un taxi fino al paesino di Marta, l’amica di mia madrea. Era un piccolo borgo con case antiche una attaccata all’altra, e proprio una di quelle divenne la nostra casa per quei giorni. Era una tipica casa di quelle con una sola stanza su ogni piano. A me toccò una cameretta ricavata nel sottotetto, con una porta che dava su un piccolo terrazzino. Uscendo mi accorsi che le case confinanti avevano il terrazzo come il mio, divise da una ringhiera arrugginita. Proprio in quel momento una coppia di bambini uscì gridando sul terrazzo, seguiti da una donna un pò rotondetta. Ci salutammo, e scambiando qualche parola scoprii che si trovavano li per le vacanze estive. L’idea di avere le urla dei bambini tutto il giorno nelle orecchie non era proprio esaltante. Passammo al giornata in giro per il paese, e ovviamente ne approfittai per aprire le mie app per scovare qualche bel ragazzo nei dintorni. La zona non offriva niente di interessante, a parte gli over 60 e i ragazzi più belli che ovviamente erano tutti a Palermo. Un solo profilo era a meno di 300 m, ma totalmente anonimo. Lascia perdere la mia ...
... ricerca e mi rassegnai a passare quei quattro giorni senza assaporare la minchia del luogo. La notte il caldo non mi faceva dormire, soprattutto in quello sgabuzzino che mi avevano rifilato come camera. Anche se dormivo solo in slip ero madito di sudore, così uscii sul terrazzo per prendere un pò di fresco. Tutto intorno si vedevano le luci del paese, ma intorno a casa la maggior parte delle abitazioni erano vuote o abbandonate. Dopo alcuni minuti sentii una voce provenire dalla casa accanto, si rivolgeva a qualcuno in tono spazientito. Da una porta finestra identica a quella della mia camera uscì un uomo, avrà avuto più di quarant’anni, brizzolato e con un paio di occhiali in bilico sulla punta del naso. Indossava solo un paio di slip bianchi, mettendo in mostra un fisico abbronzato con una leggera peluria che scendeva su una leggera pancetta. “Scusami se ti abbiamo svegliato” disse quando mi vide “ma non ce la faccio più a dormire in quattro in un letto. Sono tre notti che non dormo” “Nessun problema” replicai io “ero sveglio per colpa del caldo non per la tua sfuriata”. Lui abbozzò un sorriso e mi offri una sigaretta, che rifiutai. Ci presentammo, lui si chiamava Roberto. Mi chiese chi ero, perchè non mi aveva mai visto in paese, così gli spiegai del matrimonio. Cominciammo a parlare, e non so come ma Roberto cominciò a sfogarsi parlandomi di tutti i suoi problemi: lavoro di merda, i figli che non facevano altro che urlare e fare capricci, e la moglie, con cui non ...