1. Il matrimonio


    Data: 24/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed

    ... più, fino a quando non mi spinse la testa così forte che le guance si insinuarono quasi tutte nelle sbarre. “Cazzo ci sono....ecco che vengo”. Sembrava non finire mai, la bocca mi si riempì di calda e densa sborra, ma dopo il quinto schizzo non riuscii più a ingoiarla o trattenerla, cosi chè i restanti sei schizzi uscirono fuori dalla mia bocca colando sul mento. “Cavolo è stato fantastico. Un pompino con i fiocchi” disse Roberto rimettendosi il cazzo ancora semi duro nelle mutande. “Ora è meglio se rientrammo. Grazie mille” disse Roberta facendomi l’occhietto. “Grazie a te” dissi io. Rientrai in camera con il cazzo ancora duro. Mi sedetti davanti la porta finestra, presi con le mani la sborra che avevo ancora sul mento e la usai per lubrificarmi il cazzo. Ero così eccitato che non ci misi molto a venire.
    
    Il pomeriggio del giorno dopo ci preparammo e ci recammo in chiesa per il marimonio. Dopo aver accompagnato la sposa dalla sua casa fino in chiesa (con un caldo fuori dal comune) fu un sollievo entrare tra le navate fresche dell’edificio. Rimasi di stucco quando vidi lo sposo sull’altare. Mi aspettavo un uomo sulla cinquantina, dell’età della sposa, ma al suo posto c’era un ragazzo di una trentina di anni bello come il sole. La cerimonia sembrava infinita, e quando uscimmo tutti fuori alla fine mi accorsi che molti degli invitati erano ragazzi dell’età dello sposo. Mia madre mi disse che lui giocava a calcio in una squadra di bassa categoria, quindi molti dei suoi amici ...
    ... erano calciatori. Una gioia per i miei occhi. Il ristorante era collocato fuori dal paese, in mezzo ad una distesa di ulivi. Per un problema di posti capitai in un tavolo distante dai miei genitori, ma con mia grande sorpresa era un tavolo degli amici dello sposo. Non potevo crederci. Ci presentammo uno ad uno, ma come il mio solito resettai tutti i nomi nel giro di pochi secondi. Era il tavolo più chiassoso di tutta la sala, e il vino che scorreva a fiumi incrementava gli schiamazzi. Parlammo del più e del meno, sopratutto di calcio (di cui io non sapevo molto) e di figa. Tutto quel testosterone mi mise un pò in imbarazzo rendendomi poco partecipe alla conversazione. Forse il ragazzo di fianco a me se ne accorse, e mandò a quel paese un suo amico che continuava a chiedermi quante tipe avessi avuto “Scusalo da parte mia. Ma è già ubriaco” io mi girai e mi accorsi che era davvero carino. Occhi chiari, capello scuro con doppio taglio, la camicia un pò aperta rivelava una peluria leggerissima su due pettorali ben scolpiti. “Io sono Filippo” si presentò di nuovo. Io ricambia la presentazione, ma rimasi imbambolato dal suo sorriso. Era stupendo. “Hai una faccia conosciuta...sei qualche cugino dello sposo?” Risposi di no, che venivo da fuori da parte della sposa. La conversazione fu più tranquilla con Filippo, e anche io come gli altri comincia a bere qualche bicchiere di vino in più. Come da tradizione la cena fu lunghissima. All’una di notte dovevamo ancora arrivare alla frutta e ...
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