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Il matrimonio
Data: 24/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed
... ai dolci. Nelle mie pause in bagno avevo aperto ogni tanto le mie app per scovare qualche ragazzo (tutti quei maschi mi avevano fatto venire strane voglie) ma l’unico nelle vicinanze era il cuoco del ristorante, un uomo di cinquant’anni così grasso che faceva paura. Finalmente alle due passate uscimmo nel giardino per la torta. Tutto il vino che avevo bevuto mi aveva annebbiato un pò la vista e barcollavo un pò, ma per non dare nell’occhio mi addossai ad una parete, vicino ad un grande paravento che nascondeva un’entrata di servizio. Dalla folla di ospiti vidi Filippo che si avvicinava verso di me, con due calici di prosecco. “Non puoi non brindare agli sposi” disse lui. Cominciava a cedere anche lui a fumi dell’alcol, e lo dimostrò il fatto che scolò il suo calice in un colpo solo. Posò il bicchiere vuoto su un tavolo vuoto vicino e mi bisbigliò all’orecchio “Adesso mi ricordo dove ti ho visto. Qualche ora fa non stavi su una certa app...” io rimasi di sasso. Allora era lui il profilo anonimo. Lui alzò lo sguardo e mi sorrise “Stai tranquillo...sono sotto copertura” così dicendo mi spinse di lato dietro al paravento, mi mise contro il muro e ci baciammo. Fu bellissimo. I suoi baci erano intensi e pieni di passione. Non potevo credere che stavo baciando un figo come lui. Filippo fece scivolare le mani dietro la mia schiena fino a scendere verso i glutei, che strinse forte. Io affondai le mani tra i suoi capelli, e scesi fino al petto lasciato scoperto dalla camicia un pò ...
... aperta. La sua lingua nella mia bocca mi faceva impazzire, e come si staccò per baciarmi sul collo parlai. “Fermo Filippo. E’ da pazzi fa ste cose qui”. “Lo so” rispose lui “ma ho troppa voglia. Senti qua” mi mise la mano tra le sue gambe e sentii il cazzo durissimo. Un botto assordante ci fece trasalire, e il cielo si illuminò con fuochi d’artificio. Qualcuno chiamava a gran voce Filippo. “Vai che ti cercano. Io esco tra qualche minuto” lui mi prese la testa tra le amni, mi baciò e andò via. Poco dopo uscii allo scoperto, e mi unii ai ragazzi che riempivano una pista da ballo. La serata era oramai in mano ai giovani, e quando i miei genitori mi chiamarono per andare via Filippo fu subito accanto a me. “Non vi preoccupare Signori” disse rivolto ai miei genitori “il ristorante è di mio padre. I ragazzi rimangono tutti a dormire qui. Se per voi va bene può restare anche vostro figlio, lo riportiamo noi domani in paese”. I miei non erano molto convinti, ma grazie all’intervento degli sposi, che convinsero mia madre, potei rimanere. Ballammo tutta la notte. Quando Filippo non era importunato da qualche ragazza che ci provava, o dai suoi amici petulanti, mi si avvicinava e cercava un contatto fisico: sfiorarmi le dita, accostarsi ai miei fianchi. Stavo impazzendo; più lo vedevo e più lo desideravo. Erano quasi l’alba quando il dj smise di suonare e tutti ci dirigemmo verso le nostre camere. L’alcol e la musica mi avevano un pò disorientato. Ricordo solo il braccio di Filippo ...