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Alle falde del kilimangiaro - 1
Data: 25/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
AVVERTENZA: il presente racconto presenta descrizioni e linguaggio che ad un esame approfondito potrebbero rivelarsi di natura razzista, omofoba o comunque politicamente scorretta. Le persone perbene, pertanto, sono caldamente sconsigliate dall’intraprenderne la lettura. Nel continente nero, paraponziponzipò Alle falde del Kilimangiaro, paraponziponzipò… L’animatore del villaggio turistico impazzava sul palchetto e tutti gli imbecilli intorno a ripetere estasiati il paraponziponzipò, saltellando e dimenando il sedere al giusto ritmo e fra le più matte risate. Non ne potevo più. Non che non amassi il divertimento, anzi! Semplicemente, non ho mai sopportato le cretinate. E questa era una di quelle. Mi affrettai a finire la mia birra e mi avviai per un vialetto fra i cespugli, verso la riva del mare. Chissà perché ero finito in quel villaggio turistico, poi… Beh, perché, dopo la mia ultima fatica letteraria (modestamente, sono uno scrittore di un certo successo), avevo voglia di una vacanza e avevo scelto questo villaggio turistico, che mi sembrava quanto di meglio ci fosse sul mercato: ecco perché! Ma sì, chi se ne frega… c’è il mare e io adoro il mare… L’odore dell’acqua, la sua carezza fresca sulla pelle… Mi bastava vedere l’azzurro dell’acqua, perché il cuore mi si aprisse e i polmoni respirassero meglio. A mano a mano che mi allontanavo dal dancing, i paraponziponzipò si affievolivano nella notte e cominciavo ad avvertire davanti a me il mormorio ...
... fluido della risacca sulla battigia… Ma più forte mi giunse ad un tratto un diverso rumore di acqua: l’inconfondibile scroscio di una pisciata! Mi girai di scatto verso sinistra, da dove proveniva il suono e poco più in là vidi un’ombra di spalle, a gambe larghe, che la stava facendo contro il tronco di una palma. Inconsapevolmente, mi fermai a guardare. Il chiarore lunare era abbastanza forte, ma nella penombra, non riuscivo a distinguere chi era: dalla sagoma, però, sembrava essere un ragazzo giovane, e la cosa mi eccitò alquanto. Non mi accorsi che aveva finito, per cui quando si girò, scrollandoselo, ero ancora lì a guardarlo: gli bastò sollevare la testa e mi vide. Senza scomporsi, venne verso di me, richiudendosi la patta. Allora lo riconobbi: era Tom, uno dei bagnini della spiaggia. Tom era un ragazzo di colore e io lo conoscevo di vista, non avendo mai avuto bisogno dei suoi servigi, per fortuna, né avendo mai perso il mio tempo a ronzargli attorno per attirare la sua attenzione e cercare, magari, di ottenerne qualche attenzione… ci siamo capiti. “Quando scappa, scappa!”, mi disse con un sorriso, una volta che mi fu vicino. Parlava bene l’italiano, con solo una leggera inflessione straniera, che però lo rendeva ancora più accattivante. Premetto che non ho una passione particolare per i neri, anzi sessualmente mi sono abbastanza indifferenti… cioè mi erano abbastanza indifferenti… comunque, devo ammettere che Tom era un tipo interessante: volto regolare, ...