1. Alle falde del kilimangiaro - 1


    Data: 25/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad

    ... bel pezzo, la luna era tramontata dietro l’alto promontorio; ci trovavamo ormai quasi ai limiti del villaggio, nel buio e nel silenzio più assoluti, non fosse stato per il placido sciacquio della risacca e una vaga fosforescenza tremolante sul
    
    pelo delle onde.
    
    “Questa pace è incantevole…”, osservò Tom quasi con un bisbiglio.
    
    “Sì, - concordai – specialmente dopo il casino della giornata…”
    
    “E i paraponzipò della serata…”, concluse lui anche per me.
    
    Avevo sempre il suo braccio sopra le spalle. Feci un profondo respiro, inalando l’aroma acre della salsedine, poi con aria indifferente gli passai un braccio attorno alla vita. Innegabilmente, la vicinanza di quel maschio mi stava eccitando. Pensai al suo cazzo, raggomitolato nelle mutande ed ebbi un brivido. Tom mi strinse più forte a sé.
    
    “Hai freddo?”
    
    “No”, risposi, frenando a stento il desiderio di scendere con la mano sulla sua natica, di cui sfioravo appena l’inarcatura.
    
    “Vengo sempre qui la sera, - disse lui – mi piace molto stare a sentire il mare, a fantasticare… A volte…”
    
    E tacque per un pezzo, come assorto nei propri pensieri. Mentre eravamo fermi sulla riva, i piedi nell’acqua, rivolti verso l’immensità delle tenebre.
    
    ”Ehi, ti andrebbe di fare il bagno?”, mi chiese all’improvviso, emergendo dal suo silenzio.
    
    “Ma sei impazzito? – scattai, facendo un passo indietro – con tutti i mostri e i barracuda che ci sono lì sotto?”
    
    “Ma va là, sciocco… Dai, è bello farlo di notte!”
    
    “No, Tom, sul ...
    ... serio… non… ce la faccio…”
    
    Lui si girò verso di me, immagino stupito.
    
    “Non ti piace fare il bagno?”
    
    “Tutt’altro… adoro stare nell’acqua, ma… di notte non ci riesco… il mare mi fa paura… Sul serio, Tom, ho il terrore…”
    
    “Ehi, ci sono io, ti starò vicino, ti terrò per mano… Non aver paura, dai… Sei con me… Sono il bagnino della spiaggia.”
    
    Le sue parole suadenti tentavano di lottare contro le mie paure ancestrali.
    
    “No, lascia perdere…”, cercai di resistere.
    
    Ma quel diavolo tentatore insisteva.
    
    “Senti, non abbiamo neanche il costume…”
    
    E pensavo di tagliare così la testa al toro.
    
    “Il costume?... – ribatté, però, lui – E ti sembra che il mondo abbia bisogno del nostro costume stanotte? Facciamolo nudi, dai…”, e cominciò a spogliarsi.
    
    Gettò per terra la maglietta e il torso quasi si perse nel buio della notte. Poi si calò i pantaloni e per un attimo vidi la sagoma sbiadita dei suoi slip bianchi, che furono tolti anch’essi in un lampo e lui divenne appena una sagoma indistinta, di cui la lieve brezza mi portava il tepido afrore pungente.
    
    Istintivamente, aguzzai la vista, cercando di vedergli il cazzo, ma riuscii a scorgere solo una vaga ombra ciondolante verso il basso… qualcosa, comunque, di enorme!
    
    “Dai, levati quella roba… - mi esortò Tom – Vieni…”
    
    Maledicendo la mia sorte, ma nello stesso tempo eccitato dalla sua vicinanza, mi spogliai e lo seguii con passo esitante. Arrivato con l’acqua ai polpacci, mi bloccai in preda al panico. La luna ...