1. Un anniversario del cazzo


    Data: 27/06/2020, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani

    Chi mi conosce attraverso i racconti, sa quanto io possa essere troia 'dentro' e fuori, ma ciò non toglie che mantenga comunque sviluppata e intatta la mia sensibilità femminile. Questo fece sì che mi ricordassi in tempo della ricorrenza del nostro anniversario, il primo per la precisione. Era già passato un anno da quando entrai in quel negozio di scarpe...e io volevo festeggiare l'occasione nel migliore dei modi. Telefonai a Lorenzo proponendogli una cenetta tête a tête nel mio ristorante preferito senza menzionare il motivo, tanto per vedere se anche lui se lo rammentava. Pessima idea! Mi rispose che per la sera stessa aveva fissato la sua consueta partita di calcetto con gli amici. Non ostante il disappunto non mi scomposi, proponendogli di vederci comunque fuori di casa dopo la partita, magari andando a bere qualcosa in un pub per poi magari terminare la serata facendo una capatina in camera da letto; insomma, avevo proprio voglia di una serata speciale. Il programma gli andava bene, ma sicuramente non si sarebbe liberato prima delle 22. La cosa mi contrariò un po’, ma ero ben decisa a non farmi rovinare l’anniversario. Così, prima di rientrare, mi fermai dal parrucchiere per dare una rivitalizzata al colore dei miei capelli e per rimettere in ordine il taglio, poi di corsa a casa a prepararmi. Volevo essere sexy come piace a lui, così mi infilai un completino che mi aveva regalato per Natale, ma che ancora non avevo rinnovato, perizoma reggiseno e reggicalze di seta ...
    ... nera e pizzo molto fine, con un delizioso motivo a forma di piccola farfalla e calze nere velate. Sopra indossai la mia gonna viola, una camicetta bianca ricamata, un po’ velata, e stivali neri col tacco. Mi sentivo proprio bella e sexy! Ero impaziente, mi infilai un cappottino e uscii di casa prima ancora che mi chiamasse per fissare il luogo dell'appuntamento, salii in macchina e cominciai a guidare verso il centro, euforica e allegra. Finalmente ricevetti la sua chiamata: mi disse che i suoi amici andavano tutti insieme a mangiare una pizza, se volevo li avrei potuti raggiungere e che lui rimaneva con loro. Gli feci capire che sarei voluta stare sola con lui; quasi infastidito dalla mia insistenza mi rispose che senz'altro ci saremmo potuti vedere l'indomani, e che se ora volevo unirmi a loro gli avrebbe fatto comunque piacere. Capii che non si ricordava minimamente che quello era un giorno speciale, e non glielo volli rammentare, così finimmo per litigare. Gli urlai di tenersi pure i suoi amici e che io avrei telefonato a qualche amica e comunque sarei uscita a divertirmi per conto mio, poi gli riattaccai il telefono in faccia. Ero incazzatissima e delusa, pensai di telefonare a Klara, ma mi resi conto che ero troppo arrabbiata per sostenere una conversazione che, molto probabilmente non mi sarebbe interessata granché, e allora decisi di rimanere da sola, ma non volevo tornare a casa. Così invertii la marcia e mi diressi verso il Cluricaune, un pub in via Zamboni dove non ...
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