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Un anniversario del cazzo
Data: 27/06/2020, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani
... confessarti che prima mi sono davvero intristito a vederti così sconsolata. Una donna bella e sexy come te non dovrebbe essere mai sola. - Grazie, é un complimento che apprezzo molto soprattutto da un uomo. Se ora siamo qui seduti é perché voglio fargliela pagare. Non è l'unico uomo su questa terra. Ti va se terminiamo la serata chez-moi? - Ca...Non chiedo di meglio! Certo. Andiamo pure. Prendemmo le rispettive macchine. Io feci strada e parcheggiammo proprio sotto casa mia. Avviandoci verso il cancello, lui mi cinse la vita e io ricambiai fissandolo; schiusi le labbra mostrando la punta della lingua che Stefano pronto intercettò risucchiandola nella sua bocca, a suggello di una libidinosa voluttà . Mentre salivamo le scale pròtesi il mio culo ancheggiando tanto per farlo ingrifare un poco, se mai ce ne fosse stato bisogno. La sua mano risalì dalle calze lungo la coscia fino a sondare il calore della mia spacca attraverso il perizoma. Anch'io stavo per esplodere. Sentii un brivido percorrermi tutto il corpo. Una volta entrati in casa richiusi, con un colpo d'anca la porta, mentre la mia bocca sbocciava di nuovo; sentii il calore e l'urgenza della sua lingua sulla mia. Il suo corpo si strinse al mio, o forse era il mio che si stringeva al suo. - Roberta ho una gran voglia di chiavarti. - Non siamo qui per questo? Accomodati sul divano. Gli sbottono la camicia. Ha il torace peloso, mi piace. Lo sbaciucchio scendendo fin sotto l'ombelico. Il pantalone finisce raggomitolato a ...
... terra. Ora restano solo i suoi slip a celare il frutto proibito, ma ancora per poco. Una gradevole sorpresa. Le palle sono due sfere piene e rugose, foriere di tanto sperma, appoggiate su un contorno disordinato di peli lunghi e fini, il cazzo semi duro è ancora incartato da troppa pelle. Se ne accorge anche lui scusandosi: - Sono un po' nervoso, mi spiace, accidenti. - Non ti preoccupare. Rilassati, ci penso io. Nella testa mi passano i meravigliosi pompini che ho fatto nella mia vita; desidero essere brava con lui. L'accarezzo leggera e annuso l'odore dello scroto, inizio dalla base del cazzo con colpetti di lingua e poi faccio un bidet di saliva alle palle, la punta del glande è parzialmente uscita dal prepuzio, con la bocca dolcemente abbasso la pelle e me lo gusto. Il miracolo si ripete: lo sento crescere e irrigidirsi, ora ci siamo; è una bella verga bruno scuro. Cerco di umettarlo il più possibile, i miei occhi cercano l'approvazione e la libidine nei suoi che però sono chiusi. Il suo corpo è irrigidito e percorso da fremiti. Sospira. Allora mi stacco e mi inginocchio su di una poltroncina, mostrandogli le terga. Sollevo la gonna mettendo in mostra il culo in tutta la sua magnificenza. Sento un dito che mi scosta il perizoma e subito dopo la rugosità della sua lingua che lappa nella mia intimità. Mi sto bagnando. La pressione sanguigna batte forte nelle tempie. Desidero sentirlo tutto dentro. Spalanco le gambe trattenendole per i tacchi delle scarpe. Mi è sopra e in un ...