1. Un anniversario del cazzo


    Data: 27/06/2020, Categorie: Etero Autore: Lucciola fra le mani

    ... andavo da anni e dove molto probabilmente non avrei incontrato nessuno che mi potesse conoscere. Sedetti a un tavolo da sola, cosa che non ricordo di aver mai fatto in vita mia e che sulle prime mi creò un po’ di disagio. Avevo, nonostante tutto, un certo appetito così ordinai un petto di pollo impanato col sesamo con un contorno di verdure e per finire mi feci portare un Gin Lemon, la mia bevanda preferita quando esco in compagnia. Non c’era molta gente, e l’atmosfera non era delle più allegre, forse era anche presto, e io me ne stavo lì con il mio Gin Lemon e la mia rabbia che si stava trasformando in amarezza. Pensai che Lorenzo dopo la mia vacanza solitaria alla quale non poté o non volle partecipare si fosse stancato del nostro rapporto e ora accampava delle scuse per diradare i nostri incontri...o chissà cos'altro. Una ridda di pensieri si affollavano nella mia mente chiedendo risposte che non potevo dare. Ma chi se ne frega! Che vada a farsi fottere. Mi accorsi di aver il volto rigato da una lacrima, più per la delusione che per altro. Ero ormai alla fine del mio bicchiere e avevo deciso di andarmene quando un uomo si avvicina al mio tavolo: - Mi perdoni signora, non vorrei sembrarle importuno ma la notavo da un po', così tutta sola e piuttosto triste. Va tutto bene? Posso aiutarla in qualche modo? Alzai lo sguardo dal bicchiere e lo fissai negli occhi. Sui cinquanta/cinquantacinque, né bello né brutto. Ben vestito, tutto sommato piacente e di modi gentili ma non ...
    ... era certo quello che desideravo in questo momento. - Senta, guardi; non so che impressione io gli abbia fatto ma non ho bisogno di niente, tantomeno di galanteria pietosa da parte di un cascamorto come lei. E ora se permette vorrei essere lasciata in pace. Okay? L'uomo alzò le mani in segno di resa annuendo col capo e senza dire una parola indietreggiò avviandosi verso il bancone dal quale era venuto. Una decina di minuti dopo anch'io mi diressi verso la cassa per pagare. Lui era sempre lì e non mi toglieva gli occhi di dosso. Mi avvicinai: - Le chiedo scusa per poco fa ma in effetti, come avrà capito, non è una bella serata per me, mi scuso ancora se sono stata sgarbata... - Non c'è problema ma la prego, non se ne vada, anch'io sto bevendo per consolarmi di una giornata storta...Ah, mi scusi se non mi sono ancora presentato. Mi chiamo Stefano. - Piacere, Roberta. - Venga, sediamoci lá. - Se proprio insiste, ma solo per qualche minuto, poi dovrei andare... - Certo. Roberta le spiace se intanto ci diamo del tu? 'Ecco che ci riprova' pensai tra me. 'Che palle!... Però, ma che dico? E perché no? Roberta, conosci la regola? Ogni lasciata è persa. Non esisti solo tu, Lorenzo. Fanculo!' ' Gli uomini spesso pensano che siano loro, con il proprio charme e savoir-faire a conquistare una donna ma si sbagliano. Siamo noi che decidiamo se concederci come e quando e non loro. - Vedo che sei vestita di tutto punto, aspettavi qualcuno che ti ha dato buca? Vero? - Eh già! - Sai Roberta, devo ...