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La mia nuova collega
Data: 28/06/2020, Categorie: Etero Autore: Marco_raccontiveri
PREMESSANon mi sono mai preso sul serio. Nel senso che non ho mai pensato di poter essere un tipo che potesse piacere alle donne. Si - mi sono sempre detto - posso essere simpatico, spiritoso, dalla battuta anche facile... ma non un tipo che possa destare qualche interesse ad una donna. Soprattutto se bella e desiderabile. Insomma, io mi sento brutto. Non mi do' fiducia, e da sempre, e cioè sin da quando ero adolescente, ho sempre guardato alle ragazze belle come un target non alla mia portata, prede destinate ai soli ragazzi più belli e "fichi". Tra l'altro, le dimensioni non eccezionali del mio pene (13 cm.), mi convincevano che io non potessi ambire alle ragazze più gnocche, che ritenevo meritevoli di membri di lunghezza ben maggiore. E così, dopo un paio di esperienze, sono approdato alla ragazza che poi è diventata mia moglie. Non una bellezza eccezionale, ma neppure da buttare via. Una ragazza con la quale ho stabilito prima di tutto un'intesa mentale eccezionale e poi, dopo un po' di tempo, gradualmente, anche sessuale. E da qui il matrimonio... Quasi venticinque anni ad oggi.Eppure, se oggi, a circa cinquanta anni, ritornassi indietro, non potrei mai immaginare che anch'io sarei potuto essere oggetto di attenzione di altre donne. Tanto che mi è capitato di avere diverse storie extraconiugali, quasi sempre maturate nell'ambiente di lavoro, e con donne tutte molto belle (a detta degli altri miei colleghi maschietti).Storie che voglio raccontare. La prima è quella di ...
... Paola.All'età di 38 anni - LA MIA NUOVA COLLEGADa quando Paola arrivò nel nostro ufficio, non facevo altro che pensare a lei. Lavorare insieme a lei mi piaceva molto. E speravo sempre che il capo del nostro reparto ci mettesse insieme nei turni settimanali. Con Maria, mia moglie, le cose andavano bene, ma dopo la seconda gravidanza i nostri rapporti si erano molto raffreddati. In lei vedevo la "madre" dei miei figli, non più la mia compagna e la mia complice. E lei, d'altra parte, era troppo presa dai bambini per potersi dedicare anche a me con la spensieratezza di un tempo. Si, è vero, quando la vedevo spogliarsi davanti a me, l'effetto era sempre buono. Il suo seno, una terza abbondante, mi risvegliava all'istante tutto il testosterone possibile. Ma non trovavo in lei la mia stessa disponibilità a lasciarsi andare nel sesso. Insomma, farsi una bella scopata diventava sempre più una cosa rara, ed in me cresceva l'insoddisfazione per il nostro rapporto.In questo contesto, l'incontro con Paola fu così l'occasione per dar sfogo alle mie voglie, da troppo tempo represse.Io avevo allora trentasei anni. Paola ne aveva quarantaquattro. 8 più di me. Ma era davvero splendida. Alta 1,60, una terza abbondantissima e soda di seno, capelli all'altezza delle spalle e mossi, un culo ben fatto e rotondo. I miei colleghi erano tutti arrapati. Capitava di andare al bar a prendere un caffé e parlare di lei. Di cosa faceva, se aveva un uomo, di quanto era "bbona", di come sarebbe stato bello ...