1. La mia nuova collega


    Data: 28/06/2020, Categorie: Etero Autore: Marco_raccontiveri

    ... sei persa qualcosa di veramente eccitante". Mentre dicevo queste parole intanto la giravo, piegandola sul tavolo ed alzandogli una coscia fino ad appoggiarle il ginocchio sul piano di legno. "Ti piace così? La donna, con la coscia alzata, può essere penetrata con più facilità", mentre mimavo il gesto della penetrazione. Ma il mio pisello era diventato ormai duro e il momento era maturo per agire... Fu così che le mie mani afferrarono di colpo le sue tette grandiose, stringendole, strofinandole... con la mia bocca che cominciò a cercare il suo collo, per baciarlo e mordicchiarlo delicatamente con le labbra... Il profumo della sua pelle mi faceva letteralmente impazzire. Ero partito... e non mi sarei fermato più. Paola, rispose quindi al mio assalto con un gemito di piacere e di soddisfazione.... "Ce l'hai fatta finalmente!" - mi disse. "Mi hai fatto faticare un casino per scioglierti, ma...". A quelle parole capii che era fatta... Paola mi voleva ed era pronta a farsi scopare da me.Continuai per qualche istante a strusciarmi sul suo culo e a baciarla, per poi girarla e cercare finalmente la sua bocca. "Quante volte ho desiderato questo momento", le dissi sussurrando all'orecchio. "Anch'io", mi rispose "è da quando sono arrivata in quest'ufficio che ci penso". Tutto questo stava succedendo a me. Quasi non ci credevo. Paola, una figa da paura, che tutti avrebbero desiderato di scoparsi, avrebbe invece voluto scopare con me. E da sempre. Era incredibile ma era vero. Le mie mani ...
    ... si erano intanto insinuate nei suoi pantaloni, sotto il collant, per palpare il morbido dei suoi glutei. "Si...si... così... stringimelo...". A Paola piaceva che le afferrassi il culo e glielo palpassi. Indossava un perizoma, e così fu facile raggiungere il suo buco, che accarezzavo dolcemente, e più in giù, con un po' di fatica per la mano, la sua fica... Nel frattempo lei mi massaggiava da davanti e mi stringeva il cazzo da sopra i jeans, cominciando a sbottonarmi i pantaloni... Ma prima che potesse tirarmelo fuori la interruppi bruscamente... "La porta", le dissi. "E' aperta.... e se per caso venisse qualcuno... Vado a chiuderla". Lei annuì ormai arrapata. Due minuti appena. Il tempo di trovare le chiavi, infilarle nella serratura e farla scattare. Intanto la città era sotto un forte temporale. "Piove", le dissi al ritorno. "Meglio", rispose "così nessuno verrà a romperci le palle". Per precauzione decidemmo di chiudere a chiave anche la porta dell'archivio. Tutto era pronto ormai. Potevamo dedicarci a noi due. Le nostre bocche si cercarono di nuovo, prima con qualche esitazione, quasi che la pausa forzata ci avesse raffreddati, e poi via via con sempre maggior passione, con le nostre lingue a scambiarsi il posto. Gli sfilai il maglioncino e finalmente potei vedere le sue tette strette nel bel reggiseno di pizzo, color grigio perla. Fu un attimo. Gli tirai fuori un seno per cominciare a succhiarlo e a leccarlo... e poi, subito dopo, l'altro. "Mmmh... si...". Paola gemeva ...
«1...345...»