1. La mia nuova collega


    Data: 28/06/2020, Categorie: Etero Autore: Marco_raccontiveri

    ... potersela scopare... Anch'io partecipavo alle discussioni, ma subito mi tiravo indietro sul poter competere con qualche collega che ritenevo più interessante di me agli occhi di una donna molto bella. Era circa un anno che Paola era arrivata nel nostro ufficio. Proveniva da una sede di un'altra città ed aveva ottenuto così un avvicinamento al posto dove abitava. L'unica cosa che avevamo capito e che Paola non era sposata...Tra tutti i maschietti dell'ufficio, mi sembrò legare con in particolare con Sandro, un collega con cui stabilì un rapporto di molta complicità. Quando era di turno con lui, capitava di vederli scherzare, o abbracciarsi, a volte far finta di azzuffarsi, lottare, e ridere, sommessamente, con battutine e doppisensi senza soluzione di continuità.Quando era di turno con me, per una settimana intera, Paola era invece diversa. Parlavamo di tutto, ci scappava anche la battuta, ma non arrivavamo mai neppure a sfiorarci. Soprattutto ci piaceva parlare di musica, di rock, di cui eravamo (e siamo) entrambi appassionati e di politica. In particolare, mi convinse a iscrivermi al suo sindacato persuadendomi che avevo i numeri giusti per poterlo governare a livello del nostro ufficio. E così, grazie anche a qualche viaggio in macchina a Roma, alla volta della sede centrale del sindacato, il nostro rapporto cominciò a cambiare. Lei mi confidò dei suoi interessi extralavorativi, dei suoi amori, delle sue storie, con mia sorpresa poche per una donna come lei (tre appena), ...
    ... del suo essere single. Ed io cominciai a confidargli il mio disagio familiare, il mio bisogno di qualcosa di diverso... Insomma, la complicità tra di noi cresceva sempre di più. E anche se tra lei e Sandro le cose continuavano come prima - in ufficio tutti pensavano ormai che andassero a letto insieme - Paola cominciò a prendersi alcune libertà anche con me. In quelle occasioni di cazzeggio tra colleghi, ad esempio, lei magari si sedeva sulle mie ginocchia, o mi abbracciava improvvisamente piantandomi le sue eccezionali tette sul mio petto (e provocandomi piacevoli fremiti nelle mie parti basse).Un'escalation progressiva e continua che ci portò pian piano ad alzare il tiro nei nostri discorsi. Ormai anche noi eravamo arrivati alla battuta doppiosenso, al bacino di saluto quotidiano, anche se il contegno rimaneva comunque molto diverso da quello che poteva esserci con Sandro. E questo era per me, poi, il più grande dilemma. Pensavo anch'io, come tutti, che Paola ci scopasse insieme da un bel pezzo. Era capitato di fare qualche cena tra colleghi e i loro atteggiamenti ci avevano convinto sempre di più. Eppure capivo che c'era qualcosa che non andava...E infatti tutto cambiò nel giro di una settimana...Da qualche tempo Paola si fermava anche nel pomeriggio per recuperare. Nei rientri pomeridiani, io ero in pratica il responsabile di tutto l'ufficio. Ero uno dei pochi dotato di chiavi e di codice di sicurezza dell'allarme. Spesso mi capitava di dover aspettare colleghi che facevano ...
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