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La mia nuova collega
Data: 28/06/2020, Categorie: Etero Autore: Marco_raccontiveri
... arrapatissima. "Sei una sorca... una sorca da paura", le dissi... "hai due zinne meravigliose". Le sue mani intanto cercavano il mio cazzo che era diventato durissimo come non mai prima. Forse sensazioni del genere le avevo provate quando di nascosto scopavo con la mia fidanzata nella cucina di casa sua, con la paura di essere scoperti , mentre i suoi dormivano davanti alla TV accesa, sul divano del salotto. Finalmente mi sbottonai i pantaloni e mi feci afferrare il pisello. La sua reazione non fu negativa... Avevo paura che lo vedesse troppo piccolo... ma evidentemente mi sbagliavo. Me lo prese con la mano destra mentre con la sinistra mi cominciò ad accarezzare le palle e le cosce. "Ti piaccio?", le dissi. "Moltissimo", mi rispose. Di colpo svanirono le mie paure, trent'anni di incertezze e timori... "Ed io? Come sono?" mi domandò. "Sei bellissima. Una sorcona... una sorcona da scopare tutta...". Eccitatissima Paola si sbottonò i pantaloni e si chinò con la sua bocca sul mio cazzo, cominciando a leccarlo e a spompinarlo. Era una sensazione eccezionale. Una bocca diversa da quella di mia moglie! Un altro modo di prenderlo in mano, di maneggiarlo, di succhiarlo, di amarlo... Lo leccava e lo spompinava alternativamente con vera maestria... "Sei bravissima... siii... continua così...", le dissi. Ero proprio al limite. E per non venirgli subito in bocca la interruppi, facendola alzare per calarle i pantaloni, che sfilò dopo essersi tolta le belle scarpe col tacco... "Ora ...
... rimettile", le dissi, "Devi avere le scarpe mentre ti scopo". Aveva due cosce bellissime, tornite e sode. Non una punta di smagliatura o di cellulite... Cominciai a leccargli le cosce, a baciarle, a morderle delicatamente, fino ad arrivare alla fica, ancora nascosta dietro la doppia barriera dell'odioso collant e del perizoma con gli orli di pizzo, coordinato con il reggiseno."Strappalo", mi disse. Con qualche morso strappai il rinforzo del collant che passa davanti alla fica, fino ad aprire tutta la guaina. Spostando con il dito il bel triangoletto di tessuto grigio perla potevo vedere la fica di Paola. Seduta sulla scrivania, potevo alzargli una coscia per avventarmi sul suo sesso con la mia bocca, con morsetti delicati ed eccitanti fino a cacciare la mia lingua tra le labbra della sua vagina."Così mi fai venire... no... aspetta...". Continuavo a slinguazzarle la sua bella fica, solleticandone il clitoride che per l'eccitazione era uscito ben bene fuori dalla sua sede. Paola cominciava a godere... "Dio... che lingua...mi fai venire... vengo...". Mi strinse la testa con le cosce, mentre impazziva per il piacere, ansimando e pronunciando frasi e parole sconnesse. Mi strinse tanto che d'un tratto non riuscii più a leccarla, fino a che mi pregò di fermarmi... "Basta... basta...", mi disse. Mi alzai soddisfatto per averla fatta godere, ma ora toccava a me... "Adesso mi fai un bel pompino e poi ti scopo", le dissi... Lei guardandomi negli occhi con un'intensità profonda, eseguì ...