1. Il punto di vista di una segretaria molto particolare


    Data: 03/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: single80fe

    24 anni, neo-laureata. Sono una ragazza ambiziosa, e appena ottenuto il certificato ho cercato e trovato lavoro in una multinazionale.
    
    Sono l’assistenza personale di un uomo di 40 anni, circa. Ogni giorno viene al lavoro, elegantissimo: alla fine credo mi abbia convinto a lavorare per lui il fatto che il polsino della camicia esce sempre di un centimetro esatto dalla giacca. Un certo fascino, una certa eleganza.
    
    Lavoro nell’anticamera del suo ufficio, gli organizzo le giornate, smisto le chiamate, prendo gli appuntamenti; anche per l’anniversario di nozze con la moglie.
    
    Ho scoperto, lavorando per lui, che dietro una porta del suo ufficio c’è una grande cabina armadio, con bagno. Vestiti di Zegna, Armani, Hugo Boss. Il capo dei sogni. Non vi nego, qualche fantasia mi è venuta. Ma non sono ragazza da uomini sposati, non lo sono mai stata.
    
    Ogni volta che mi parla o mi impartisce degli ordini, guarda il computer o il telefono. Non mi considera. Non è questo il rapporto che avevo immaginato per fare carriera.
    
    Ma sono una donna ostinata per quanto gli uomini con cui esco mi chiamino ragazza.
    
    Ogni mattina vado un’ora prima, per pulirgli l’ufficio, sperando che lo noti, da un mese a questa parte. Pulisco a fondo, come un’ombra, e sono perfetta alla mia scrivania, all’orario del suo arrivo.
    
    Vestario provocante, ma con stile. Gonne corte, senza essere eccessive.
    
    Tacchi eleganti, senza essere volgari. Cerco di essere perfetta, come so di poter essere. Eppure ...
    ... nulla, non mi nota. Proprio vero che ignorare è il miglior modo per attirare.
    
    Un giorno, però, noto una valigia, nella cabina armadio che sto spolverando. Una valigia chiusa da una combinazione.
    
    Non dovrei, so che non dovrei. Ma quante cose facciamo, sapendo che sono sbagliate?
    
    Provo la data del matrimonio, come combinazione. Avevo prenotato il ristorante giusto qualche tempo prima, per quel loro anniversario. Quel giorno mi ero trovata a fantasticare di come avrebbe chiuso la serata, di come avrebbe fatto godere la moglie. Una punta di ingiustificata gelosia.
    
    Click.
    
    La valigia, incredibilmente, si apre. Non sono certo una puritana, ma ho avuto un piccolo capogiro. VIbratori di ogni foggia, catene, costrittori, collare, frustino, frusta lunga, magic wand, vibratore per punto g. C’erano tutti i sex toys che conoscevo, molti che non avevo mai provato, alcune cose che non avevo mai visto. Imbarazzata chiudo la valigia, e rossa in volto cancello le tracce del mio passaggio e mi siedo alla scrivania, aspettando il suo arrivo.
    
    Mentre lo aspetto, penso all’unica consolazione: dato che mi presta così poche attenzioni, non noterà il mio stato di agitazione.
    
    Ma mi rendo conto di un’altra cosa, appena sfiorita l’ansia del momento. Sono eccitata. Orrendamente eccitata. Si sente l’odore della mia figa bagnata, costretta in un micro perizoma, di quelli che porto quotidianamente. Dio, speriamo non se ne accorga.
    
    E infatti, arriva, un saluto veloce e via al lavoro. La ...
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