1. Il punto di vista di una segretaria molto particolare


    Data: 03/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: single80fe

    ... la camicetta. Non mi interrompe, si mette comodo. Non ho sbagliato. Sì, lo so: sono molestie sessuali. Ogni mio grammo di femminismo si sta sciogliendo tra i miei umori. Faccio scivolare via la camicetta mentre mi avvicino, vedo che guarda con sorpresa e ammirazione la mia terza, nuda, soda, i capezzoli già duri.
    
    Sarò ad un paio di metri da lui, mi muovo lentissima, so di averlo rapito. Mi sfilo il perizoma minimale, è fradicio, ora gli sono vicinissima. Glielo passo vicino al viso e lo lancio praticamente davanti alla porta della cabina armadio.
    
    - Vuoi sentire tra le mie cosce cosa sono disposta a fare per tenermi questo posto?
    
    Praticamente non è la mia voce. E’ la voce di una troia che si è impossessata di me.
    
    Ma non penso più a niente quando sento le sue mani avvicinarsi sotto alla minigonna. Pensavo avrebbe puntato diretto alla mia figa, invece no. Sento le sue dita sull’interno coscia, sfiorarmi. SI muove, sa esattamente cosa sta facendo. Chiudo gli occhi, e sento le sue dita sfiorarmi appena all’esterno delle grandi labbra, percorrerle completamente. E’ lento, misurato, mani calde, mi guarda negli occhi. Potrei essere imbarazzata, non mi sentissi bellissima e posseduta, in questo momento. Lo lascio fare, sono in piedi di fianco a lui, seduto, la cui erezione ora è completamente visibile attraverso il pantalone gessato armani.
    
    Mi sta toccando ora, completamente sulle grandi labbra, gli umori le hanno raggiunte e scivola piano supra la clitoride ...
    ... coperta. Non resiste, come un riflesso involontario vedo che la sua lingua si lecca il labbro superiore: “vuole leccarmi la figa” penso. E mente lo penso allungo la mano, faccio scendere molto lenta la zip, e inizio ad accarezzarlo con le unghie e i polpastrelli sopra ai boxer. L’effetto del tessuto, della mia mano, della situazione lo rende di marmo, riempie completamente i boxer e con un colpetto dato all’asta gli faccio uscire la cappella, ancora parzialmente coperta.
    
    Le sue dita ora stanno sfiora le piccole labbra, in prossimità di dove vorrò accoglierlo.
    
    Lo so che mi sente fradicia, sono in suo potere, ma le mie dita, invece, stanno stuzzicando appena il glande, e con i polpastrelli lo scopro lentissima, facendomi guardare il viso che fissa il suo cazzo.
    
    Afferro l’asta e glielo faccio uscire dai pantaloni. Ho sempre trovato un uccello eretto che sbuca da un pantalone elegante una tra le cose più eccitanti del mondo. Ma lui lo sente, e in quel momento inizia a massaggiarmi la clitoride, con una lentezza esasperante. Gemo e respiro affannosamente, mentre cerco di rendergli pan per focaccia, iniziando a percorrere il suo cazzo con la mano, dopo averla bagnata con la mia lingua, in un modo così sfacciato che mai avrei pensato di poterlo fare.
    
    Quando lo afferro con la mano bagnata, mi fa scivolare due dita dentro, lo afferro con la figa e quasi, dico quasi, godo. Ma mi manca così poco che ho paura di urlare, che ci sentano.
    
    Il risveglio è brusco, quando il telefono ...
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