1. Rapito corpo ed anima


    Data: 09/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    Federico era un adolescente molto grazioso nell’aspetto. Era intelligente, dolce e gentile nei modi e nel parlare, tanto da fare tenerezza. Era di buona famiglia. Il padre era un ricco imprenditore edile ma lui non era cresciuto viziato come molti di quelli che, con lui, frequentavano la sua scuola esclusiva. Il padre lo aveva sempre responsabilizzato delle sue azioni e non aveva mai accettato capricci di sorta. Era in quell’età in cui ci si affaccia alla vita e si devono prendere decisioni per il futuro e non è quasi mai facile.
    
    Tutti i giorni feriali era accompagnato e ripreso da scuola dall’autista di famiglia ma un bel giorno, alla guida della loro auto, si presentò a riprenderlo un altro tizio mai visto, vestito allo stesso modo e col cappello del solito autista. Era un ragazzo robusto di circa 27-28 anni, con accento napoletano. Gli disse che l’altro si era infortunato e che il padre aveva mandato lui, anch’esso dipendente della sua società.
    
    Il ragazzo non ci trovò niente di strano ma, durante il tragitto, si accorse che la direzione non era quella di casa e ne chiese il motivo.
    
    “Tuo padre vuole che ti porti da lui in un cantiere poco fuori città”.
    
    La cosa gli sembrò un po’ strana perché non era mai successo prima.
    
    Anzi tutto sembrava un po’ strano. Arrivati in campagna, l’auto affrontò una strada sterrata che li condusse in un posto molto isolato. L’autista scese, aprì lo sportello posteriore, dove era seduto il giovane e lo assalì per bloccarlo. Lui ...
    ... cercò di difendersi e cominciò ad urlare ma nessuno poteva sentirlo.
    
    In breve la forza dello sconosciuto ebbe facilmente il sopravvento e si ritrovò legato mani e piedi. In testa gli fu messo un cappuccio nero con un’unica fessura per la bocca. Cominciò a tremare e piagnucolare per la paura.
    
    “Che ha fatto al mio autista? Mi lasci, la prego”.
    
    “L’ho solo stordito e gli ho preso i vestiti. Ti rilasceremo solo quando tuo padre avrà pagato il riscatto. Per ora, piccolo, ti conviene stare buono e fare quello che ti diciamo noi”. Poi, come se avesse avuto un’idea improvvisa aggiunse: “Ti ho osservato bene. Sei proprio un bel ragazzino. Avrei bisogno di uno come te adesso. Mi sento proprio carico. Apri la bocca”.
    
    Lui non capì il senso della richiesta e rimase incerto. “Ti ho detto di aprire la bocca. Obbedisci”. Era un ordine e lui lo eseguì, anche se non capiva il perché. Sentì il rumore di una zip che si apriva e, prima che se ne rendesse conto, si trovò infilato in bocca un grosso cazzo. Era la prima volta che sentiva quella presenza e quel sapore ma non ebbe dubbi: era un cazzo. Cercò di divincolarsi ma legato com’era non poté far nulla. Il bandito gli afferrò la testa e cominciò a pomparglielo in gola sempre più forte, lanciando all’aria una serie di gemiti di goduria. Il membro prese sempre più consistenza e durezza e gli sfondò la gola fino a che: “Sugate ‘o spaccimme, ricchio’. Bevi… Bevila tutta… Ahhh… Ahhh”. Una corposa serie di getti di sperma gli invase la bocca ...
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