1. Rapito corpo ed anima


    Data: 09/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    ... non gli facessero ingoiare almeno 6-7 sborrate. Quelle del Capo erano evidentemente le più gradite.
    
    I rapitori avevano un’età che andava dai 25 di uno dei rumeni ai 43 del Capo. Un giorno che era rimasto il rumeno più giovane a fargli da guardia questo non poté trattenersi e prese una decisione. Mentre il rapito era attaccato a succhiargli la mazza, gliela tolse dalla bocca.
    
    “Adesso voglio qualcosa di più da te: voglio prendermi la verginità del tuo bel culetto”.
    
    Detto fatto. Lo fece stendere sul letto a pancia in giù e gli fu subito sopra. Gli strusciò il membro nel solco delle chiappe. A quel contatto il giovane corpo fu scosso da un brivido misto di paura e di desiderio. Fu un attimo. Con una spinta la cappella gli squarciò lo sfintere e con un altro paio di spinte gli fu completamente dentro, poi cominciò a fotterlo con rabbia. Il ragazzino urlò con quanto fiato aveva in gola ma quello non ebbe il minimo ripensamento e continuò a sfondarlo.
    
    In quel mentre entrò l’altro rumeno che, a quella scena, ebbe un’erezione immediata. Se lo cacciò fuori dai pantaloni e lo andò ad infilare nella bocca aperta del sodomizzato che si trovò così a dover soddisfare due cazzi. I due si parlarono nella loro lingua incomprensibile ma si capì che uno incitava l’altro a scoparlo più forte e di sbrigarsi a sborrargli dentro perché anche lui voleva la sua parte.
    
    Così fu. Appena il primo lo farcì di crema bollente fu sostituito dal secondo che in poco tempo, data l’eccitazione, ...
    ... ne seguì l’esempio. Quando, poco tempo dopo, arrivò Due si accorse, dalle lacrime secche che rigavano quel faccino angelico, che era successo qualcosa. Loro gli raccontarono dello stupro di cui erano stati artefici e il racconto ebbe l’effetto di eccitare anche lui che, per non essere da meno, approfittò per farsi una bella chiavata in quel buco ormai disfatto ed impregnato di sborra a cui aggiunse la sua.
    
    La sera, all’arrivo del Capo, a cui non si poteva nascondere niente, dissero quanto era successo scatenando la sua ira. “Vi avevo detto che il ragazzo doveva essere trattato bene e voi vi comportate in questa maniera. Ricordatevi che lui è qui solo perché il padre paghi il riscatto e adesso glielo restituiamo col culo rotto? Siete degli animali senza cervello. D’ora in poi guai a voi se lo fate ancora e la notte sarò io qui con lui per evitare che a qualcuno di voi venga l’idea di disobbedire ai miei ordini”.
    
    I tre incassarono il colpo ed uscirono dalla stanza con la coda tra le gambe. Ma quanto aveva goduto quella loro coda! Rimasti soli, il Capo si sedette sul letto accanto al ragazzino per confortarlo. Gli passò la mano tra i capelli e gli accarezzò la testa.
    
    “Ti hanno fatto male?” e quello annuì. “Vedrai che non lo faranno più”.
    
    “Si, mi hanno fatto male, specie il primo, ma poi… poi…”. Sembrava non riuscisse a finire la frase.
    
    “Poi cosa? Vuoi dire…”
    
    “Si, poi mi è piaciuto” e si strinse forte alle possenti braccia che lo avvolgevano.
    
    “Mi dispiace di ...
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