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Rapito corpo ed anima
Data: 09/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
... disse Due. Il Capo si avvicinò al giovane rapito e, con una mano, ne accostò la testa alla sua coscia, in segno di protezione. Poi gli si abbassò accanto e gliela prese tra le mani e, rivolto a lui: “Davvero ti è piaciuto?”. Aveva una voce profonda, molto virile. Quello dovette ammetterlo ed annuì. Quel gesto, il pensiero di quello che aveva appena fatto, assieme alle labbra ancora umide di sperma, fecero sì che anche a quell’uomo scattò il desiderio e la verga gli si intostò immediatamente nei pantaloni, a rischio di rompere la lampo. “Scusami piccolo. Ti dispiace se ne approfitto pure io? Posso?” Gli aveva chiesto il permesso! Il ragazzo annuì, l’uomo si alzò, si aprì e calò i pantaloni e dalle mutande fece uscire il suo cazzo rigido. Quando lo prese in bocca sentì che era durissimo, coperto di vene a rilievo, con una grossa cappella e, soprattutto, il più grosso di quelli che fino ad allora lo avevano violato. Gli piacque subito immensamente più degli altri, sia nell’odore che nel sapore, e non servì la mano che quello gli mise sulla testa perché si dette subito da fare autonomamente a muoversi su e giù lungo l’asta, a scendere per leccare i grossi coglioni pelosi e pendenti, a cercare di farselo entrare in bocca a rischio di slogarsi la mascella. Fece guizzare la sua linguetta bagnata su tutto il membro, particolarmente sulla cappella. In qualche modo, non fu solo il Capo a godere di quel trattamento perché anche gli altri, che pure avevano avuto il loro ...
... momento, si stavano eccitando di nuovo. Perché con loro non era stato così scatenato? Era evidente che c’era qualcosa in più e non poteva essere solo la grossezza della mazza, anche se dovevano ammettere che quella li superava di gran lunga. Al momento della sborrata si raggiunse l’apoteosi. L’orgasmo fu lunghissimo. Vedevano quel cazzo contrarsi a ripetizione assieme alle palle. Ad ogni contrazione corrispondeva un getto di sborra che il ragazzino, con la bocca incollata alla cappella, ingoiava senza che se ne perdesse niente. Schizzo dopo schizzo, sembrava che gliene avesse sparata un litro dentro. Quando ebbe finito, il Capo riprese fiato mentre osservava il cucciolo ai suoi piedi che cercava di leccare via quel che poteva dalla punta del suo cazzo moscio. Tra loro scoccò qualcosa. Fu come se si guardassero intensamente, anche se il giovane non poteva vedere per via del cappuccio, e si dissero tutto senza parlare. Quel feeling fu interrotto dagli altri tre che, avendo di nuovo le minchie in tiro, fecero a gara a chi sborrava di nuovo in quella boccuccia accogliente. Durante tutto il periodo del sequestro, mentre i genitori erano disperati e la polizia si dava da fare per ritrovarlo, il ragazzino fu trattato molto bene. Innanzi tutto lo liberarono del cappuccio e furono loro che, in sua presenza, si infilarono in testa delle calze per non essere riconosciuti. Non gli fecero mancare nulla: ottimo cibo e tanto ma tanto sperma molto nutriente. Non passava giorno che ...