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Rapito corpo ed anima
Data: 09/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano
... e non poté fare altro che ingoiarla tutta. Passato lo spavento, con ancora quel cazzo che gli riversava dentro le ultime gocce, si rese conto che il sapore non era poi così male tanto che, quando gli fu tolto, si leccò le labbra per cercare di recuperare quel poco che era fuoriuscito. “Vedo che ti è piaciuto! Lo avevo capito che sei un ricchioncello. Bene, meglio per tutti”. Lui rimase in silenzio, con quel gustoso sapore in bocca. Che avrà voluto dire con quell’ultima frase? Il falso autista si rimise alla guida e ripresero la strada principale ma il ragazzo non capì dove lo stava portando per via del cappuccio che gli aveva messo. Giunsero in qualche casa di campagna, forse un villino, perché sentì il cancello aprirsi ed il rumore di brecciolino sotto le ruote. Fermata la macchina, lo fece scendere prendendolo per un braccio. Lì erano ad aspettarli atri due uomini che parlavano malamente l’italiano, con un forte accento est-europeo, forse rumeno. Per non far sapere i loro nomi si chiamavano tra loro con dei numeri: Due era il falso autista, Tre e Quattro gli altri due. Mancava dunque almeno Uno ma scoprirà poi che quello era chiamato Capo. Appena entrati in casa, Tre si accorse di una sbavatura sul bordo del foro della bocca nel cappuccio del rapito. “Ma cosa è questo? Ma… è sborra. Non mi dire che hai fatto…” Due lo interruppe. “Beh, che c’è di male? E’ un bel ragazzino, avevo i coglioni pieni e sono carico di adrenalina. In fin dei conti ha l’età che ...
... deve imparare a fare anche certe cose”. Tutti risero e, sotto sotto, di nascosto, lo fece anche Federico. La cosa non gli era dispiaciuta affatto. Voleva forse dire che era gay? Non aveva ancora le idee ben chiare, data anche la situazione in cui si trovava. Facendo eco ai suoi pensieri, Due disse: “E mi sembra proprio che gli sia pure piaciuto”. “Davvero!?” fecero quasi in coro gli altri. “Ma allora… Quasi quasi…” disse Tre e si tirò fuori il suo amichetto dai pantaloni cominciando a massaggiarlo. L’altro si slacciò completamente i pantaloni, se li calò e cominciò anche lui a segarsi. Tutti gli sguardi erano attratti dalle tenere e rosee labbra che si vedevano nello spacco del cappuccio. Ben presto le loro mazze furono dure al punto giusto e, a turno, autista compreso, si dettero da fare a tenergli ferma la testa e fottere quella bocca che sembrava sempre più affamata e, prima uno e poi agli altri, gli riversarono dentro le loro sborre, delle quali non andò sprecato niente. Poté così sentire la differenza di sapore che avevano. Alla fine stettero tutti in silenzio a riprendere fiato. Il rapito in ginocchio in mezzo ai suoi rapitori coi cazzi di fuori lucidi e gocciolanti di saliva e sperma. Fu così che li trovò il Capo quando arrivò e gli fu subito chiaro quello che era successo. “Ma che avete fatto? Chi vi ha detto di farlo?” “Ecco, questo ragazzino mi aveva messo voglia e non ho resistito. Poi, visto che gli era piaciuto, anche loro ne hanno approfittato”, ...